Le operazioni di M&A sono un modo per creare valore
Banca Generali è un asset importante per il Leone
È iniziato il conto alla rovescia che porta in settimana all’assemblea del gruppo Generali del prossimo 28 aprile. In vista dell’appuntamento il management del Leone ha risposto ad alcune domande presentate dai soci, fra cui una riguardante le operazioni di merger & acquisition.
“Le acquisizioni e/o le cessioni rappresentano un modo per creare valore per tutti gli stakeholder, in maniera disciplinata e in linea con i criteri finanziari, strategici e culturali definiti nel piano strategico. Nell’orizzonte dell’attuale piano triennale, abbiamo previsto tra 2,5 e 3 miliardi di flussi cumulativi di cassa disponibile da impiegare in operazioni di capital redeployment, con preferenza per l’M&A, che continuerà a essere uno dei mezzi per diversificare ulteriormente le nostre fonti di utile e consolidare la nostra leadership sul mercato, minimizzando i rischi di esecuzione”.
Altro tema sollevato dai soci chiama in causa il dossier sulla vendita di Banca Generali che però sembra essere uscito dalle opzioni di valorizzazione: “Banca Generali è un asset importante per il gruppo grazie alle sue ottime performance e il piano strategico ‘Lifetime Partner 24: Driving Growth’ prevede lo sviluppo organico della banca stessa come parte del Gruppo”. Per la precisione, un azionista chiedeva se Generali avesse mai preso in considerazione l’ipotesi di cedere una quota di maggioranza della controllata o se fosse in trattativa per farlo.
Alla curiosità di chi chiedeva conto dell’esposizione del gruppo assicurativo in Cina, Generali ha spiegato che “a fine 2022 le società del Gruppo operanti in Cina detenevano investimenti pari a 14,2 miliardi di euro. A questi si aggiungono ulteriori 3,1 miliardi di esposizioni finanziarie detenute in Cina da società del Gruppo non operanti nel Paese, di cui 878 milioni detenuti direttamente e 2,2 miliardi detenuti tramite fondi”. Circa l’opportunità di disinvestire alla luce delle tensioni della Cina con Taiwan, è stato spiegato che “Generali monitora attentamente l’evoluzione delle dinamiche geopolitiche e macroeconomiche a livello globale e si riserva di intervenire qualora emergessero specifiche criticità, nel migliore interesse dei propri stakeholder”. È stato inoltre confermato che nel 2022 “il Gruppo ha chiuso il proprio ufficio di rappresentanza a Mosca ed è uscito dalle attività svolte in Russia attraverso Europe Assistance”.
Infine, è stato spiegato che “Generali sta studiando l’opzione di tenere, in futuro, le assemblee degli azionisti in modalità ibrida, ossia con una piena partecipazione dei soci sia di persona sia a distanza. Il cda della compagnia ha deliberato di convocare l’assemblea degli azionisti 2023 senza partecipazione fisica dei soci ed esclusivamente tramite la presenza del rappresentante designato, avvalendosi della facoltà introdotta dall’art. 106 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con la legge 24 aprile 2020, n. 27, i cui effetti sono stati prorogati dal D.L. 29 dicembre 2022, n. 198, convertito dalla Legge 24 febbraio 2023, n. 14. Tale scelta è allineata a quella della maggior parte delle grandi società quotate italiane e garantisce il rispetto delle prerogative fondamentali spettanti alla generalità’ degli azionisti”.
a cura di Vincenzo Giudice
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