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Ivass: Ramo Vita in rosso dopo dieci anni e intanto le tariffe Rc Auto rincarano

Rc Auto in crescita del 4% nel primo trimestre

Via d’uscita vicina per la crisi di Eurovita

Ramo Vita in perdita per la prima volta da 10 anni

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Per Eurovita “si sta delineando una via d’uscita che vede coinvolto un gruppo di banche e assicurazioni. Ivass ha lavorato in stretto raccordo con le autorità di Governo per la definizione di una soluzione sostenibile, robusta, equilibrata. Le negoziazioni sono in corso; auspico che possa essere raggiunto nel più breve tempo possibile un accordo che consenta di salvaguardare pienamente i diritti degli assicurati, a beneficio della stabilità del sistema nel suo complesso e della fiducia che i cittadini vi ripongono”. A dirlo è il presidente dell’Ivass, Luigi Federico Signorini, in occasione dell’assemblea annuale dell’Autorità di Vigilanza.

Nella relazione sull’attività svolta da Ivass nel corso dell’ultimo anni, Signorini ha ricordato che “Eurovita è un caso a parte. Una compagnia di medie dimensioni caratterizzata da specifiche debolezze emerse in seguito all’azione di vigilanza cartolare e ispettiva, debolezze che nelle mutate condizioni di mercato ne hanno determinato la crisi”.

Per quanto riguarda l’andamento del mercato in generale, Signorini ha osservato che la crescita dei tassi e quella dei prezzi “hanno avuto impatti di rilevo sulle compagnie assicurative italiane attraverso, rispettivamente, la riduzione del valore di mercato delle attività e passività finanziarie e l’aumento dei costi dei sinistri. Il mutato contesto ha contribuito ad accrescere il rapporto fra riscatti e premi nel segmento Vita. Si è innalzata l’attenzione delle compagnie e del supervisore sul rischio di liquidità”. 

Alla fine del 2022 l’indice di solvibilità medio era al 246%, elevato e in linea con la media europea ma circa 5 punti in meno rispetto al 2021. La diminuzione è dovuta al comparto Vita, in conseguenza dell’aumento del requisito connesso al rischio di estinzione anticipata dei contratti. “Per le compagnie specializzate nel Vita, il solvency ratio è diminuito in media di oltre 25 punti, a poco più del 200%. Per le compagnie Danni e “multiramo” non vi sono state, in media, diminuzioni. All’adeguata patrimonializzazione delle compagnie hanno contribuito sia rafforzamenti di capitale realizzati dagli azionisti, sia minori distribuzioni di dividendi”, ha precisato Signorini, aggiungendo che “36 compagnie hanno sterilizzato minusvalenze per 17,7 miliardi, utilizzando la facoltà prevista dalle norme di non registrare nel 2022 gli effetti economici delle minusvalenze sui titoli del portafoglio non immobilizzato, accumulandoli in una riserva indisponibile. Una norma successiva ha consentito di liberare parte di tali riserve per la distribuzione di utili”. Ivass ha chiesto alle compagnie di non fare uso di questa possibilità, se non dopo aver valutato la situazione di solvibilità anche prospettica e la tenuta della posizione di liquidità anche in scenari stressati.

Il Roe mediosi è ridotto di oltre 5 punti rispetto al 2021, scendendo al 3,2 per cento. “Per la prima volta da dieci anni la gestione Vita ha chiuso in perdita: è passata da un utile di 4,3 miliardi a una perdita di 0,4. Per i rami Danni, invece, l’utile è stato di 2,7 miliardi, sostanzialmente invariato rispetto al 2021, anche se, per la prima volta dal 2011, l’assicurazione auto ha segnato una lieve perdita per l’effetto dell’inflazione sul costo dei sinistri e a causa di una raccolta in diminuzione”, ha detto Signorini.

Tariffe Rc Auto

Nel primo trimestre di quest’anno il prezzo medio pagato per l’assicurazione Rc Auto è stato di 368 euro, con un aumento del 4% su base annua. “La quota media di sconto in rapporto alla tariffa è considerevole, ma varia a seconda dell’area geografica di residenza dell’assicurato: il minimo si raggiunge nel Nord-ovest (30,9) e il massimo nel Sud (40,3), dove le tariffe di base sono in media più alte; entrambe le percentuali sono in forte aumento dal 2014. Gli sconti elevati praticati al Sud sono associati a una maggiore diffusione della “scatola nera” (36%, contro una media nazionale pari a 22), a sua volta legata ai premi di riferimento più elevati, che incentivano gli assicurati più prudenti ad avvalersi in misura maggiore di questo strumento”.

Preventivass

Preventivass è a regime da marzo. “Nei primi tre mesi dell’anno sono stati elaborati circa 22 milioni di preventivi, contro poco più di 3 milioni nei quattro mesi precedenti”, ha detto Signorini. “Confrontando i prezzi esposti su Preventivass con quelli effettivamente applicati ai contratti assicurativi Rc Auto sulla stessa targa emerge che in non pochi casi il premio effettivamente pagato è inferiore al preventivo proposto su Preventivass dall’impresa che ha stipulato il contratto. La differenza è dovuta agli sconti commerciali. Solo otto imprese offrono su Preventivass prezzi al netto degli sconti. E’ lecito domandarsi come mai molte imprese abbiano scelto di non offrire il miglior prezzo su una vetrina destinata a essere visitata da milioni di persone”.

Cambiamento climatico e collaborazione pubblico-privato

Agricoltura, abitazioni private, attività produttive e impianti industriali sono accomunati nel nostro paese dalla scarsa presenza di coperture assicurative.

Nel settore agricolo, alla fine del 2021 era assicurato meno di un quarto del valore totale della produzione e poco più del 10 per cento delle superfici coltivate.

“Al tavolo sulla finanza sostenibile istituito presso il Ministero dell’Economia con Banca d’Italia, Consob, Covip e i Ministeri delle Imprese e dell’Ambiente, abbiamo promosso l’avvio di un progetto per la protezione assicurativa di imprese e famiglie contro i rischi connessi con i mutamenti climatici e gli altri rischi catastrofali, con l’obiettivo di definire uno schema basato sulla collaborazione tra sistema pubblico e privato.

Foto in copertina: Luigi Federico Signorini, Presidente Ivass

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