Il sistema di regolazione sarà orientato ai modelli interni e alzerà le soglie di esclusione per i piccoli assicuratori

La Bank of England (BoE) ha presentato ulteriori modifiche al regime di solvibilità delle assicurazioni britanniche rispetto a quelle già annunciate e che dovrebbero prendere il posto dell’attuale regime di Solvency II. Le modifiche – scrive City AM online – sono state progettate per semplificare ulteriormente la segnalazione da parte degli assicuratori alle autorità di regolamentazione e rimuovere gli assicuratori più piccoli dall’ambito di applicazione delle regole.
“Queste misure ridurranno la burocrazia, faciliteranno la concorrenza e sosterranno la crescita economica e la competitività del Regno Unito senza abbassare gli standard prudenziali o indebolire la protezione degli assicurati”, ha affermato in una nota Sam Woods, amministratore delegato della Prudential Regulation Authority della BoE.
Le ultime riforme introducono anche un regime di “mobilità” per consentire agli assicuratori appena autorizzati una maggiore flessibilità mentre si insediano in Gran Bretagna, ha affermato la BoE, nel tentativo di aumentare la sua attrattiva come centro finanziario globale e contribuire ad aumentare la concorrenza.
Il PRA ha affermato che si muoverà verso un sistema maggiormente basato sui principi per la valutazione dei modelli interni delle imprese – attualmente il regime di Solvency II fa soprattutto perno sulla formula standard – eliminando molti dei requisiti più onerosi che gli assicuratori devono soddisfare. Altre proposte consentirebbero una maggiore flessibilità nel calcolo dei requisiti patrimoniali e aumenterebbero le soglie superate le quali i piccoli assicuratori sono tenuti a entrare nel regime Solvency UK. Le riforme saranno attuate in due fasi. Alcune entreranno in vigore entro la fine di quest’anno e altre rimarranno in attesa fino al prossimo anno.
Nel novembre dello scorso anno, il governo del Regno Unito ha definito i suoi piani per una revisione post-Brexit delle regole Solvency II della UE, al fine di sbloccare miliardi di capitale dai bilanci delle compagnie assicurative.
Tuttavia, alla fine dello scorso anno, il PRA è stato coinvolto in una disputa pubblica sull’esatta direzione delle riforme e ha avvertito che le nuove norme in arrivo avrebbero aumentato il rischio di fallimento degli assicuratori.
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