Nel 2022 i paesi dell’Unione hanno collocato al di fuori del continente polizze per $58,8 miliardi
L’Unione Europea, il Regno Unito e gli Stati Uniti sono stati i principali esportatori di assicurazioni (compresi i servizi pensionistici) nel 2022, secondo i dati della World Trade Organization (WTO).
Il blocco UE – è precisato in un comunicato di Nafta – ha esportato servizi assicurativi per un valore di 58,767 miliardi di dollari nel 2022, in calo del 2% rispetto all’anno precedente. Seguono il Regno Unito ($29,911 miliardi, -5%) e gli Stati Uniti ($22,668 miliardi, +5%). Più in basso nella stessa classifica vengono gli Emirati Arabi Uniti (20.176 milioni di dollari, +13% su base annua), la Svizzera (8.598 milioni di dollari, +6%), Singapore (7.406 milioni di dollari, +7%) e la Cina (4.544 milioni di dollari, -14%).
L’esportazione di servizi assicurativi avviene in un contesto normativo fortemente regolamentato e supervisionato. Le autorità di regolamentazione a livello locale generalmente impongono regole per proteggere gli interessi degli assicurati e non necessariamente gli interessi degli assicuratori, dei loro azionisti e di altri investitori.
Le normative di ogni stato sono uniche, complesse e soggette a modifiche e alcuni stati potrebbero avere normative in conflitto con le normative di altri stati in cui operano le società.
Di conseguenza, gli assicuratori sono soggetti al rischio che il rispetto delle normative in uno stato non si traduca nel rispetto delle normative in un altro stato. Tutto ciò naturalmente ha un peso quando una polizza emessa in uno stato varca le frontiere e viene collocata presso un assicurato domiciliato in un’altra giurisdizione.
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