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Cina: tribunale di Pechino avvia processo per l’aereo della Malaysia Airlines scomparso misteriosamente nel 2014

L’8 marzo 2014 il volo di linea MH370 della Malaysia Airlines lasciò Kuala Lumpur diretto a Pechino e scomparve in volo scatenando per mesi una delle più grandi operazioni di ricerca mai avvenute nella storia dell’aviazione commerciale. Non si capì mai dove quell’areao si schiantò, e perchè. Negli anni sono stati scritti libri, girati documentari e formulate ogni genere di teorie. Ora, circa 40 famiglie delle 239 persone a bordo, 154 delle quali di nazionalità cinese, chiedono giustizia. Un tribunale di Pechino – scrive Noticias Financieras – ha accettato le richieste di rinvio a giudizio presentate dai parenti delle vittime e Malaysia Airlines, il produttore di aerei Boeing, il produttore di motori Rolls Royce e il gruppo assicurativo Allianz saranno sul banco degli imputati in un processo che inizierà lunedì e dovrebbe concludersi il 6 dicembre.

Le famiglie chiedono di conoscere la verità e di ricevere un risarcimento per la perdita dei loro cari. Alcuni parenti riconoscono che la difficoltà più grande in questo caso è accertare la verità sull’accaduto, ma restano fiduciosi e chiedono al governo malese di conoscere tutti i dettagli della scomparsa e di riaprire le ricerche sui rottami dell’aereo.

Ciascuna famiglia ha richiesto un risarcimento civile compreso tra 10 milioni di yuan (1,4 milioni di dollari) e 80 milioni di yuan (11,2 milioni di dollari), reclamando un risarcimento più elevato per i danni psicologici dopo tanti anni di attesa.

Nel corso degli anni 110 famiglie hanno raggiunto accordi transattivi e hanno ricevuto pagamenti che vanno da 2,5 milioni (350.000 dollari) a 3 milioni di yuan (423.000 dollari).

Cosa sia successo al volo MH370 nessuno lo ha mai accertato definitivamente; ipotesi di terrorismo, dirottamento e perfino suicidio sono state alcune delle ipotesi di volta in volta adombrate

L’aereo decollò alle 00:41 (ora locale della Malesia) e sarebbe dovuto arrivare a destinazione alle 6:30 dello stesso giorno. I controllori del traffico aereo che lo monitoravano comunicarono l’ultima volta con i piloti all’1:30 e poi persero il contatto radar alle 02:40, esattamente un’ora e cinquantanove minuti dopo il decollo.

L’allora primo ministro della Malesia Najib Razak riferì che l’aereo deviò intenzionalmente dalla rotta prevista tra la Malesia e la Cina e, sulla rotta opposta, volò per più di sette ore finché, a corto di carburante si schiantò in mare. Piccoli pezzi di detriti dell’aereo furono trovati sull’isola francese di Reunion, al largo delle coste africane. Ed anche un pezzo di ala ricoperto da una crosta di mollusco.

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