Interrogazione alla Camera su prospettive e incertezze per l’Istituto di Vigilanza
In vista dello sciopero del personale dell’Ivass, previsto per il 24 febbraio, il gruppo di Azione ha presentato alla Camera un’interrogazione, a prima firma Fabrizio Benzoni, rivolta al Mef e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Secondo quanto riporta Radiocor, l’obiettivo dell’iniziativa è quello di chiarire le reali intenzioni del Governo in merito alla possibile piena integrazione dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni con la Banca d’Italia.
Nel testo dell’interrogazione dell’onorevole Benzoni, si richiamano le dichiarazioni del presidente dell’Ivass, Luigi Federico Signorini, che nel giugno 2024, durante la presentazione della relazione annuale sull’attività svolta nel 2023, aveva evidenziato il rafforzamento della collaborazione operativa con la Banca d’Italia. Signorini aveva inoltre sottolineato l’intento di completare il processo di integrazione istituzionale, accelerato negli ultimi mesi secondo l’impostazione del governatore e del direttorio della Banca.
Il gruppo di Azione segnala tuttavia che, in assenza di provvedimenti concreti o dichiarazioni più dettagliate, questo scenario rappresenta un’incognita per il personale dell’Istituto, che vive una situazione di agitazione in attesa di chiarimenti. Infatti, le principali preoccupazioni legate all’eventuale integrazione completa tra Ivass e Banca d’Italia riguardano innanzitutto il personale dell’Istituto, che teme possibili impatti sulle proprie condizioni lavorative e sull’organizzazione interna. L’assenza di un piano dettagliato e di dichiarazioni ufficiali alimenta l’incertezza, spingendo i dipendenti a chiedere maggiore chiarezza sulle future modalità operative e contrattuali.
Sul piano istituzionale, l’integrazione potrebbe rafforzare l’efficienza della vigilanza, garantendo un maggiore coordinamento tra settore bancario e assicurativo. Tuttavia, restano interrogativi sull’autonomia regolamentare di Ivass e sul rischio di dispersione delle sue competenze specifiche. Un confronto più trasparente con tutte le parti coinvolte potrebbe favorire una transizione più ordinata e meno conflittuale.
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