Secondo il report 2025 di Beazley, cresce la percezione di resilienza ma anche il rischio di sottovalutare minacce sempre più sofisticate

Nel mondo aziendale globale si sta facendo largo un pericoloso paradosso: mentre aumentano le minacce informatiche, cresce anche la convinzione dei dirigenti di essere pronti a fronteggiarle. È quanto emerge dal report Risk & Resilience: Focus sulla Trasformazione Tecnologica & Rischi Cyber 2025, pubblicato da Beazley, compagnia leader nel settore delle assicurazioni specializzate. Il 29% dei dirigenti a livello mondiale considera il rischio informatico la principale minaccia del 2025, in crescita rispetto al 26% dell’anno precedente. Tuttavia, l’83% si sente preparato ad affrontarlo, un dato che secondo gli esperti riflette più un falso senso di sicurezza che una reale capacità di reazione.
“La contraddizione tra la preoccupazione per i rischi informatici e la percezione di resilienza non riflette la realtà dell’attuale panorama delle minacce”, ha commentato Alessandro Lezzi, Group Head of Cyber Risk di Beazley. Secondo il report, i dirigenti sembrano sottovalutare la complessità di un contesto che si evolve rapidamente, in cui il ransomware diventa più veloce e devastante grazie all’intelligenza artificiale e dove l’hacktivismo prende piede, alimentato da tensioni ideologiche e conflitti geopolitici. Il documento fotografa un ecosistema sempre più vulnerabile, dove i rischi legati a terze parti e la guerra informatica tra Stati creano nuove frontiere di esposizione per le aziende.
A preoccupare è anche la protezione della proprietà intellettuale, la privacy dei dati e l’adattamento alle nuove normative, mentre cala leggermente l’ansia da obsolescenza tecnologica. Se da un lato l’AI viene vista come una leva di crescita (il 79% ritiene che avrà un impatto positivo sull’economia aziendale), dall’altro genera timori occupazionali: il 66% dei dirigenti teme che porterà a licenziamenti entro 18 mesi. Intanto, si moltiplicano le iniziative per rafforzare le difese: il 79% delle aziende vuole migliorare la sicurezza con i fornitori terzi, mentre il 37% prevede investimenti concreti nel corso del 2025. “Si tratta di un investimento necessario, poiché le organizzazioni si trovano a dover affrontare costantemente nuovi rischi”, ha concluso Lezzi. Beazley sottolinea come la vera sfida oggi non sia solo tecnologica, ma anche culturale: non basta sentirsi pronti, serve una consapevolezza concreta e aggiornata. In un mondo digitale sempre più instabile, la resilienza non si misura con le percezioni, ma con la capacità di adattarsi, investire e reagire in modo tempestivo.




