Spiaggia-ombrelloni
News

Tra rincari del 30% e prestiti a rate, la vacanza diventa un lusso

L’estate italiana del 2025 racconta una storia di contraddizioni che fotografa perfettamente lo stato dell’economia domestica nel nostro Paese. Da una parte costi turistici schizzati alle stelle, con aumenti medi del 30% rispetto al periodo pre-Covid, dall’altra una crescente tendenza degli italiani a finanziare le vacanze attraverso prestiti personali, anche quando le condizioni economiche non lo permetterebbero. I numeri parlano chiaro e disegnano un quadro preoccupante: solo nel primo trimestre del 2025 sono stati richiesti oltre 100 milioni di euro in prestiti destinati esclusivamente ai viaggi, con un incremento del 18% rispetto all’anno precedente. Tra gennaio e maggio, questa cifra è lievitata fino a raggiungere i 220 milioni di euro, distribuiti su finanziamenti dalla durata media di circa quattro anni. I più esposti a questo meccanismo perverso sono i giovani under 30, con un’età media dei richiedenti che si attesta sui 37 anni e un prestito medio di circa 5.900 euro.

Ma cosa rende così irresistibili queste vacanze a rate? La risposta arriva dall’analisi del Codacons sui prezzi del comparto turistico, che evidenzia rincari impressionanti in tutti i settori. I voli nazionali sono aumentati dell’81,5% rispetto al 2019, quelli internazionali del 65,9%, mentre i pacchetti vacanza registrano un incremento del 56,6%. Anche chi sceglie di rimanere in Italia deve fare i conti con gli aumenti: gli alberghi costano il 40,6% in più, i lidi e le piscine il 32,7%, mentre una semplice cena al ristorante comporta una spesa superiore del 22,5%.

L’effetto domino si estende persino ai consumi casalinghi estivi: il pesce aumenta del 23,9%, la frutta fresca del 35%, i gelati addirittura del 46,4% e l’acqua minerale del 30,5%. Come se non bastasse, anche bere un aperitivo al tramonto è diventato più costoso, con gli aperitivi alcolici rincarati del 18,2% e le bibite analcoliche del 28,8%. In questo contesto di prezzi fuori controllo, la vacanza a rate diventa una scorciatoia apparentemente allettante, alimentata da promozioni mirate, pubblicità aggressive e quella che gli esperti definiscono “effetto Instagram“: la pressione sociale di mostrare uno stile di vita vacanziero perfetto. I tassi ancora relativamente bassi, con il TAEG sceso dal 10,5% al 10,17%, rendono il credito al consumo più accessibile, ma nascondono una trappola insidiosa.

“Riceviamo sempre più richieste di aiuto da persone che hanno iniziato con piccoli prestiti, spesso per spese non essenziali, e che oggi non riescono più a uscire dal tunnel del debito”, spiegano i professionisti di Legge3.it. “Il problema non è fare le vacanze, ma farle senza una reale sostenibilità economica. La serenità non si compra a rate. E non può essere il prezzo della libertà finanziaria”, ha dichiarato Gianmario Bertollo della stessa organizzazione.

Il paradosso dell’estate italiana emerge con forza quando si considera che oltre 8 milioni di connazionali rinunceranno alle vacanze per motivi economici. Il 69% di chi resta a casa lo fa per l’impossibilità di sostenere i costi, mentre il 49% degli italiani, quasi uno su due, non si concederà una villeggiatura tra giugno e settembre, contro il 39,5% dell’estate 2019. Un aumento di quasi il 10% di “rinunciatari” che testimonia come l’inflazione dei prezzi turistici stia escludendo sempre più famiglie dal diritto alle vacanze.

La situazione è particolarmente critica per i bilanci familiari già sotto pressione, che destinano fino al 10% del reddito a viaggi e ristoranti. Le famiglie si trovano così strette tra la morsa dell’inflazione quotidiana e il desiderio di non rinunciare a quei momenti di svago che, fino a pochi anni fa, erano considerati accessibili alla classe media italiana. Gli esperti di Legge3.it lanciano un monito chiaro: “Il piacere del relax non vale il rischio di restare incastrati nei debiti”. Per chi è già caduto nella trappola del sovraindebitamento, esistono strumenti legali come la Legge 3/2012, oggi parte del Codice della Crisi, che consente di ristrutturare i debiti in modo sostenibile, fino all’esdebitazione totale, ma si tratta di procedure ancora poco conosciute dal grande pubblico.

La crisi del turismo italiano del 2025 non è solo una questione di prezzi, ma riflette trasformazioni profonde nella società e nell’economia del Paese. Da un lato, il settore turistico ha dovuto assorbire i costi legati alle misure anti-Covid, al caro-energia e alla ripresa dei flussi turistici internazionali. Dall’altro, le famiglie italiane si trovano a dover scegliere tra rinunciare alle vacanze o compromettere la propria stabilità finanziaria futura.

A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge il capitolo assicurazioni di viaggio, spesso sottovalutato ma sempre più necessario. Nel 2025, con l’aumento dei disservizi aerei (+23% rispetto al 2023), i crescenti costi sanitari internazionali e l’instabilità globale, proteggere il tuo viaggio non è più un optional. Eppure, solo il 30% degli italiani viaggia con una polizza, spesso per mancanza di informazioni chiare. Il costo del premio dell’assicurazione viaggio dipende dalle coperture scelte e dalla tipologia di polizza, ma in linea generale si può andare dai 15 ai 150 euro. Una spesa aggiuntiva che, seppur contenuta rispetto ai costi complessivi della vacanza, rappresenta comunque un ulteriore onere per famiglie già alle prese con budget ristretti e che spesso viene sacrificata per contenere le spese, esponendo i viaggiatori a rischi economici potenzialmente devastanti in caso di imprevisti.

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2025/07/03/solo-il-32-degli-animali-domestici-in-vacanza-sono-assicurati/

<
Articoli correlati
EsteroNews

Mercati assicurativi africani, crescita al 4,4% e ostacoli all’AI

Il rapporto AIO 2026 segnala una penetrazione assicurativa disomogenea, buoni risultati per i…
Leggi di più
EsteroNews

Glassdrive acquisisce Glaskedjan e cresce in Svezia

La rete svedese conta oltre 90 sedi. Il marchio manterrà la propria identità, accedendo alle…
Leggi di più
ApprofondimentiIn EvidenzaNews

Coperture LTC collettive: 113 euro l'anno per una rendita di 500 euro al mese

Lo studio degli Attuari presentato al seminario Assoprevidenza sui costi della non autosufficienza…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter

Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.





termini e condizioni