Ritardi, cancellazioni e caos nei terminal mettono in luce le fragilità della supply chain e l’urgenza di nuove strategie di difesa digitale

Un attacco ransomware ha paralizzato nel weekend alcuni dei principali snodi aeroportuali europei, da Bruxelles a Berlino, da Londra Heathrow a Dublino, provocando ritardi, cancellazioni e code interminabili per decine di migliaia di passeggeri. Secondo l’Agenzia europea per la sicurezza informatica (ENISA), la causa è da ricondurre al blocco dei sistemi di check-in e imbarco forniti da Collins Aerospace, compromessi da un fornitore terzo.
La gravità dell’incidente ha messo in mostra la vulnerabilità del settore dei trasporti agli attacchi cyber, con effetti a catena su scala internazionale. “L’attacco agli aeroporti europei non è avvenuto da un giorno all’altro. Gli hacker hanno pianificato per settimane, se non per mesi. Chi protegge le infrastrutture critiche è, francamente, addormentato al volante”, ha denunciato Jeremy Samide, Ceo della piattaforma Blackwired, sottolineando l’inadeguatezza di un approccio difensivo ormai superato. Secondo quanto riferisce Emerging Risks, Samide ritiene che il settore “continua ad andare nella direzione sbagliata, quando la chiave di volta è passare da una logica di ‘detect and respond’ a una mentalità di ‘predict, prevent and defeat’”.
Il problema non risiede soltanto nei sistemi aeroportuali, ma soprattutto nella supply chain tecnologica, considerata un punto debole e quindi attaccabile dagli hacker. Infatti, molti esperti in cybersecurity ritengono si sia trattato di un attacco da manuale che evidenzia l’inutilità di controlli ai sistemi a cadenza annuale, quando i cyber criminali sondano le difese 24 ore su 24.
Per ENISA, l’attacco ha messo in moto una risposta coordinata con le reti europee Csirt e CyCLONe, che hanno avviato lo scambio di informazioni e supporto tecnico, mentre le forze dell’ordine stanno indagando sull’origine e la portata della minaccia.
Restano ora le incognite sui tempi di ripristino: sarà cruciale capire se l’infrastruttura potrà essere ricostruita dai backup e quanto tempo richiederà la riattivazione completa dei servizi. L’attacco ha colpito in particolare il software “Muse” di Collins, rendendo evidente non solo i crescenti rischi per le infrastrutture critiche, ma anche la stretta connessione tra cyber minacce, tensioni geopolitiche e sicurezza reale.




