Convegno MAG Healthcare a Torino ha analizzato l’impatto economico della medical malpractice sul sistema sanitario nazionale

Il panorama della responsabilità sanitaria in Italia presenta numeri significativi che meritano attenzione: il mercato assicurativo vale oltre 300 milioni di euro di premi lordi annui, mentre il costo medio dei sinistri si attesta a 41.639 euro, con variazioni importanti tra strutture pubbliche e private. Questi dati emergono dal convegno MAG Healthcare Piemonte che si è concluso nei giorni scorsi a Torino, presso il Centro Storico FIAT, dove esperti del settore sanitario, assicurativo e finanziario si sono confrontati sul tema “L’esposizione finanziaria al rischio clinico: impatto della MedMal (Medical Malpractice) sui costi in sanità e alternative risk transfer”.
L’evento ha registrato la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, direttori generali di ospedali, esperti di diritto sanitario, risk manager e professionisti del settore assicurativo. Durante le quattro sessioni programmate sono intervenuti, tra gli altri, , Pierluca Impronta, (Presidente Mag), Davide Minniti (Coordinatore nazionale del Forum Permanente dei Direttori generali per Federsanità), Franca Dall’Occo (Direttore Generale Ospedale Mauriziano di Torino) Stefano Scarpetta (Direttore Generale dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara), Luca Filippo Maria Stucchi (Direttore Generale della Asst Lariana), Vincenza Palermo (Direttore della Struttura Complessa Risk Management, Asl To4 e Presidente Nazionale Comlas), Lorenzo Polo (Direttone UOC Risk Management Qualità, Contenzioso e medicina legale Policlinico San Matteo di Pavia), offrendo una prospettiva multidisciplinare sulla sfida di coniugare sostenibilità economica e tutela della salute dei cittadini.
L’analisi dei costi rivela differenze sostanziali tra i diversi settori: mentre nelle strutture pubbliche il costo medio delle denunce raggiunge i 76.000 euro, nelle strutture private si ferma a 47.000 euro e per il personale sanitario scende a 21.000 euro. La complessità dei processi liquidativi e la difficoltà di quantificare accuratamente i danni hanno determinato incrementi progressivi nel tempo, con i sinistri verificatisi da almeno tre anni che hanno raggiunto un costo medio di 52.000 euro per la generazione 2018, mentre quelli del 2016 si attestano a 64.000 euro.
Il territorio nazionale presenta approcci diversificati alla gestione del rischio sanitario. Otto regioni italiane hanno adottato un sistema sanitario completamente assicurato, mentre sette regioni, tra cui Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Sicilia e Calabria, operano in completa autoassicurazione. Altre tre regioni, fra cui Lazio e Campania, alternano strutture assicurate e non assicurate. Piemonte e Sardegna hanno invece optato per modelli di governance centralizzata con polizze uniche regionali.
Le aree cliniche che presentano maggiore esposizione al rischio rimangono costanti nel tempo: Ostetricia e Ginecologia, Ortopedia e Traumatologia e Pronto Soccorso ed Emergenze guidano la classifica delle specialità più coinvolte. Le tipologie di evento più ricorrenti comprendono infezioni correlate all’assistenza, errori diagnostici ed errori umani, confermando pattern già noti agli operatori del settore.
Il quadro normativo ha subito trasformazioni significative negli ultimi anni, dalla Legge Gelli del 2017 al decreto attuativo, fino al recente DPR n. 12 del 13 gennaio 2025, che ha introdotto la Tabella Unica Nazionale per la liquidazione dei danni biologici e morali. Parallelamente, le compagnie assicurative hanno adeguato i criteri assuntivi in risposta sia alle nuove disposizioni legislative sia all’incremento inflazionistico dell’ultimo decennio.
Roberto Esitini, Head of Specialty Healthcare MAG, ha evidenziato come “il fenomeno della MedMal comporta automaticamente maggior consumo di farmaci, giornate di degenza aggiuntive e interventi riparatori che rappresentano costi aggiuntivi sconosciuti ma che pesano sui bilanci in maniera forse anche più gravosa dei risarcimenti danni e dei premi assicurativi”. Secondo l’esperto, per stimare l’andamento futuro delle esposizioni finanziarie legate alla medical malpractice non è sufficiente analizzare solo i sinistri già verificatisi, in quanto rappresentano semplicemente un riflesso economico di eventi del passato.
Nel 2024 MAG ha brevettato l’Hospital Risk Predictor, un modello che integra dati storici, benchmark e valutazioni quantitative del rischio clinico per offrire una prospettiva più accurata delle potenziali esposizioni future.
Il focus specifico sul Piemonte presenta dati incoraggianti per quanto riguarda l’erogazione delle prestazioni sanitarie. La regione, che serve una popolazione di oltre 4,25 milioni di residenti secondo i dati del Censimento permanente e delle stime ISTAT aggiornate al 1° gennaio 2025, ha registrato nel primo quadrimestre 2025 l’erogazione di 771.981 prestazioni tra visite ed esami nel periodo febbraio-maggio. Questi numeri mostrano una crescita rispetto al 2024 e si avvicinano ai volumi pre-pandemia del 2019, segnalando da un lato una domanda di servizi specialistici e d’urgenza ancora molto elevata, dall’altro l’efficacia dei piani straordinari per il recupero delle liste d’attesa attraverso prestazioni in orario aggiuntivo, che hanno prodotto effetti già visibili nel biennio 2024-2025.
a cura di Vincenzo Giudice
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