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BNP Paribas rafforza la presenza in Generali: il 5,39% tra azioni e derivati

Nuovi movimenti nell’azionariato di Assicurazioni Generali riaccendono le suggestioni di risiko finanziario a Trieste. La Consob ha reso nota la presenza dei francesi di BNP Paribas nel capitale del Leone, con una partecipazione potenziale del 5,39%. Si tratta di una quota composta da più strumenti: appena lo 0,26% in azioni con diritto di voto, l’1,28% in posizioni lunghe con regolamento fisico, e un consistente 3,85% in derivati total return swap, alcuni dei quali esercitabili da marzo 2026.

La banca francese, che non figurava finora tra gli azionisti rilevanti del gruppo triestino, potrebbe – secondo alcune ipotesi di mercato – agire come veicolo per conto di un altro investitore. Un’operazione che si inserisce in un momento delicato di riassetto degli equilibri interni al capitale di Generali, dove UniCredit, dopo aver smontato parte delle posizioni in derivati, mantiene ancora una quota di poco superiore al 5% con diritto di voto.

Proprio il parallelo tra BNP e UniCredit ha acceso le speculazioni: secondo fonti di mercato, la quota francese potrebbe essere la contropartita del derivato “simmetrico” acceso dalla banca guidata da Andrea Orcel per ridurre la propria esposizione, mantenendo però intatti i diritti di voto che all’ultima assemblea permisero a Orcel di schierare il 6,7% delle azioni Generali contro l’ad Philippe Donnet.

“La quota è di natura finanziaria e destinata a una graduale riduzione”, aveva dichiarato l’amministratore delegato di UniCredit, ma le sue ultime mosse lasciano aperti spazi di collaborazione con il colosso assicurativo, così come con Delfin e Caltagirone, oggi soci di riferimento insieme a Mediobanca, da poco sotto l’ala di Mps.

La presenza francese nel Leone non è comunque una novità: Generali è attiva Oltralpe dagli anni Trenta dell’Ottocento ed è stata tra i primi finanziatori di Axa. Anche Antoine Bernheim, figura storica legata a Lazard e Eurafrance, segnò una fase importante nei rapporti tra Parigi e Trieste. Sul fronte industriale, intanto, restano aperte le trattative con Natixis per un’alleanza nel risparmio gestito, prorogate fino al 31 dicembre, mentre il prossimo Cda del 12 novembre dovrà affrontare temi cruciali tra conti e governance. In parallelo, BNP Paribas ha vissuto una giornata difficile in Borsa, con il titolo in calo di oltre l’8%, dopo la condanna di un tribunale di Manhattan a pagare più di 20 milioni di dollari a tre rifugiati sudanesi che avevano accusato l’istituto di “aver contribuito ai crimini del regime di Omar al-Bashir”. La banca francese ha annunciato che presenterà appello, sostenendo che “la sentenza è manifestamente sbagliata”.

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2025/06/30/vita-health-accordo-con-wellmakers-di-cnp-paribas-per-promuovere-il-benessere-aziendale/

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