News

Farmaci critici, l’Europa punta all’autonomia

Nel pieno di una stagione segnata da carenze ricorrenti e tensioni geopolitiche, il nuovo report di QBE Insurance riaccende i riflettori sulla necessità per l’Europa di recuperare autonomia strategica nella produzione dei farmaci essenziali. L’analisi mette al centro il Critical Medicines Act, la proposta legislativa presentata dalla Commissione Europea nel marzo 2025 e oggi in fase di negoziazione, pensata per garantire disponibilità, approvvigionamento e produzione dei medicinali critici, compresi quelli per malattie rare o scarsamente distribuiti nei diversi Paesi dell’Unione.

Un farmaco è definito “critico” quando una sua carenza può provocare danni gravi ai pazienti, e proprio da questa vulnerabilità nasce il nuovo impianto europeo: un insieme di misure che mira a rafforzare la capacità produttiva interna, stabilizzare le forniture e ridurre l’esposizione ai mercati esterni. In Italia, AIFA e Ministero della Salute stanno già lavorando a criteri di approvvigionamento che non considerino soltanto il prezzo, ma includano anche la continuità produttiva, la qualità e la sicurezza dei pazienti, in linea con gli obiettivi europei di resilienza e sostenibilità.

Il report QBE ricorda come, negli ultimi vent’anni, l’Europa abbia progressivamente aumentato la propria dipendenza dall’estero: circa il 70% dei farmaci distribuiti sono generici, ma gran parte dei principi attivi viene prodotta fuori dall’UE. Tra il 2000 e il 2019 il valore delle importazioni di medicinali nei principali Paesi europei è cresciuto del 13,3% annuo, mentre la produzione interna ha registrato un modesto +0,8%.

In Italia la fotografia è ancora più marcata: produzione in calo dell’1,1% e importazioni aumentate del 13,9%, mentre tra il 2025 e il 2030 si prevede una crescita media annuale delle importazioni del 6,1% da Cina, India, Giappone e Stati Uniti. “Il Critical Medicines Act segna una nuova fase per il settore farmaceutico europeo: più resilienza, ma anche più responsabilità. Riportare la produzione all’interno dell’UE significa proteggere i pazienti e rendere il sistema sanitario più indipendente e reattivo di fronte alle crisi. In questo contesto, il ruolo dell’assicurazione è centrale: aiutare le imprese del settore a gestire i rischi, garantire continuità operativa e rafforzare la fiducia nella filiera”, ha spiegato Stefania Pesatori, Senior Underwriter Settore Farmaceutico e Sperimentazioni Cliniche di QBE Italia.

L’urgenza di intervenire è stata messa in luce dalla pandemia, che ha mostrato cosa significa affidarsi a un numero ristretto di fornitori esterni: nel 2020 la temporanea sospensione delle esportazioni di principi attivi e medicinali da parte dell’India, dagli antipiretici come il paracetamolo agli antibiotici, aveva messo in difficoltà l’intero sistema europeo. A complicare ulteriormente il quadro è intervenuto l’aumento dei costi energetici, che nel primo trimestre 2025 vedevano il prezzo del gas in Europa triplo rispetto agli Stati Uniti, un gap che ha eroso la competitività dell’industria farmaceutica continentale. Secondo QBE, rafforzare la produzione e ridefinire le supply chain richiede una strategia comune tra istituzioni, imprese e assicuratori. Il Critical Medicines Act rappresenta un primo passo, ma la vera resilienza passa anche da una gestione integrata dei rischi, da investimenti nella continuità operativa e da una più stretta collaborazione pubblico-privato. Il nuovo quadro normativo, oltre ad aumentare la sicurezza della filiera, apre opportunità concrete per le aziende che investono nella capacità produttiva locale, con autorizzazioni più rapide, forniture più stabili e un accesso agevolato ai finanziamenti europei.

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2025/06/30/la-rivoluzione-digitale-nel-settore-assicurativo-secondo-qbe/

<
Articoli correlati
EsteroNews

Mercati assicurativi africani, crescita al 4,4% e ostacoli all’AI

Il rapporto AIO 2026 segnala una penetrazione assicurativa disomogenea, buoni risultati per i…
Leggi di più
EsteroNews

Glassdrive acquisisce Glaskedjan e cresce in Svezia

La rete svedese conta oltre 90 sedi. Il marchio manterrà la propria identità, accedendo alle…
Leggi di più
ApprofondimentiIn EvidenzaNews

Coperture LTC collettive: 113 euro l'anno per una rendita di 500 euro al mese

Lo studio degli Attuari presentato al seminario Assoprevidenza sui costi della non autosufficienza…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter

Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.





termini e condizioni