Le obbligazioni-catastrofe superano i 20 miliardi di dollari, nuove strategie per proteggere assicuratori e investitori
Il cambiamento climatico sta rivoluzionando il mercato assicurativo e finanziario, portando a un vero e proprio boom dei cat bond, strumenti pensati per coprire rischi così devastanti che nessuno vuole assumersi, nemmeno le reaseguradoras. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo La Vanguardia, le emissioni di questi bond hanno già superato i 20 miliardi di dollari nel 2025, con ulteriori 2,5 miliardi in pipeline, segnando un livello storico rispetto ai 5,3 miliardi del 2019. Il recente uragano Melissa, che ha colpito la Jamaica, ha fatto emergere l’efficacia di questi strumenti: gli investitori del bond emesso dalla Banca Mondiale destinato a coprire simili eventi hanno subito perdite fino a 150 milioni di dollari, fondi ora destinati a risarcire i danni.
Il cambiamento climatico sta aumentando la frequenza e l’intensità di fenomeni estremi, aumentando le necessità di protezione anche per gli assicuratori, sia tramite il riassicurazione tradizionale che attraverso soluzioni complementari come i cat bond. Questi strumenti permettono di diversificare le fonti di copertura dei rischi estremi, riducendo la dipendenza dal riassicuratore tradizionale e offrendo agli investitori rendimenti commisurati al rischio dell’evento. Negli Stati Uniti, i cat bond vengono utilizzati per coprire incendi, uragani e alluvioni, mentre in Europa crescono in risposta a tempeste e inondazioni. L’interesse degli investitori istituzionali, come fondi specializzati e hedge fund, conferma la funzione dei cat bond come veicolo di diversificazione.
A livello globale, le assicurazioni raccolgono circa 400 miliardi di dollari l’anno per fronteggiare sinistri, di cui circa 100 miliardi provengono da fonti alternative come i cat bond. È evidente che fino a quando i costi delle catastrofi continueranno a crescere, questi strumenti acquisiranno sempre maggiore importanza.




