In una intervista rilasciata a MF-Milano Finanza, il CEO del gruppo analizza debito Usa, leadership europea e rivoluzione tecnologica che cambierà lavoro e mercato assicurativo

Gli Stati Uniti restano la principale locomotiva economica mondiale, mentre l’Europa deve accelerare sulle riforme e il settore assicurativo si prepara a una trasformazione profonda guidata dall’intelligenza artificiale. Un’analisi diretta e concreta quella di Oliver Bäte, Ceo del gruppo Allianz, in una lunga intervista rilasciata sabato a MF-Milano Finanza. Arrivato in Italia per l’inaugurazione delle Olimpiadi, Bäte ha affrontato temi che spaziano dalla finanza alla politica economica fino al futuro del lavoro, soffermandosi in particolare sul ruolo delle assicurazioni in una società in rapido cambiamento.
Il manager tedesco racconta come sia nata la partnership tra Allianz e il movimento olimpico, avviata nel 2021, spiegando che l’idea era sostenere lo sport come forza capace di unire le persone e creare coesione, anche in un mondo sempre più incerto e instabile, ricordando come «il mondo stava diventando sempre più folle e sostenere i Giochi significava difendere valori capaci di unire le persone e spingerle a superare i propri limiti».
Un riferimento simbolico che si lega al tema più ampio del sistema globale basato sulle regole, oggi messo in discussione da tensioni geopolitiche e rivalità economiche, scenario nel quale, secondo Bäte, i Paesi che credono nella cooperazione devono rafforzare la propria resilienza e investire nella loro autonomia strategica.
Il Ceo di Allianz non risparmia critiche all’Europa, ricca di risorse ma frenata da complessità e divisioni interne, e sollecita riforme concrete insieme a un ripristino dell’equilibrio tra diritti e doveri, necessario per garantire sostenibilità economica e fiducia dei cittadini. Per Bäte, la resilienza europea non può limitarsi alla difesa militare: deve estendersi a infrastrutture, energia, welfare e competitività industriale, elementi fondamentali per la stabilità e la crescita del continente. Quanto agli Stati Uniti, restano un punto di riferimento globale: nonostante debito e deficit elevati, la capacità di innovare e riformare mantiene la fiducia di Allianz negli asset americani, pur con rischi legati al dollaro e agli squilibri finanziari.
Il cuore dell’analisi riguarda però la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, destinata a cambiare profondamente il settore assicurativo e il mercato del lavoro. Bäte riconosce che l’AI comporterà una riduzione di alcune attività tradizionali, ma intravede anche opportunità decisive per migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi, spiegando che «con i large language model possiamo replicare molte attività umane e offrire consulenze più semplici su prodotti che oggi risultano troppo complessi». Il tema si intreccia con l’aumento dei costi assicurativi, soprattutto nel comparto auto, dove inflazione, ricambi e riparazioni hanno fatto salire i premi, spingendo il gruppo a cercare soluzioni per rendere le coperture più accessibili e sostenibili per il cliente medio.
Sul fronte aziendale, Bäte sottolinea come Allianz stia registrando risultati positivi grazie alla fiducia dei clienti e al rafforzamento del brand, con indicatori di soddisfazione ai massimi storici anche tra i dipendenti, elemento che il manager considera fondamentale per sostenere la crescita in un contesto economico complesso. L’Italia occupa un posto centrale nella strategia del gruppo, rappresentando il secondo mercato europeo dopo la Germania e un Paese nel quale Allianz vede ancora ampi margini di sviluppo, soprattutto nei settori salute, previdenza e supporto alle piccole e medie imprese. Il CEO non nasconde anche un legame personale con il Paese, definendolo «la mia Arcadia», con un riferimento particolare alla Sardegna, e sottolinea come la presenza del gruppo sul territorio italiano debba rafforzarsi per accompagnare l’evoluzione demografica e le nuove esigenze di protezione sociale.
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