La quinta edizione dell’iniziativa premia 11 “Eroi della Sostenibilità” selezionati tra oltre 8.500 piccole e medie imprese. Il White Paper con SDA Bocconi rileva che il 41% ha integrato la sostenibilità, ma il 59% rimane esposto agli eventi estremi

La resilienza climatica delle PMI europee è diventata una priorità strategica dichiarata, ma i numeri mostrano che il percorso è ancora lungo. È questo il quadro che emerge dalla quinta edizione di SME EnterPRIZE, l’iniziativa di Generali dedicata alla sostenibilità nelle piccole e medie imprese del continente, presentata a Bruxelles insieme al nuovo White Paper elaborato con SDA Bocconi – Sustainability Lab. L’indagine, condotta su 1.100 PMI di undici Paesi europei, restituisce un mercato in cui la cultura della sostenibilità ha messo radici ma non ha ancora tradotto la propria crescita in protezione concreta contro i rischi climatici.
Nel 2026, il 41% delle PMI europee ha implementato o sta implementando strategie di sostenibilità, contro il 34% rilevato nel 2020. L’Italia si distingue con un incremento di 27 punti percentuali nell’arco del quinquennio, il più significativo tra i Paesi monitorati, davanti a Spagna (+13 pp), Francia (+10 pp) e Ungheria (+8 pp). Il 68% delle imprese che hanno intrapreso questo percorso considera ormai la sostenibilità un vantaggio competitivo, dato cresciuto di 18 punti percentuali rispetto al 2022. Migliorano anche l’accesso al credito (57%, +15 pp) e le condizioni assicurative (62%, +14 pp), segnali che il mercato finanziario sta iniziando a prezzare la sostenibilità in modo sistematico.
Philippe Donnet, Group CEO di Generali, ha inquadrato così l’iniziativa: «A cinque anni dal suo avvio, SME EnterPRIZE riflette la solida convinzione di Generali che le piccole e medie imprese siano essenziali per la crescita sostenibile e la forza economica dell’Europa. In un contesto globale sempre più incerto, rafforzare la resilienza delle PMI non è solo una necessità, ma una priorità strategica per le nostre economie e le nostre società».
Il White Paper segnala però una frattura che non si è ancora richiusa: il 59% delle PMI non è assicurato contro eventi estremi e il 74% non dispone di coperture per l’interruzione dell’attività. Le polizze danni contro i rischi climatici sono cresciute di dieci punti percentuali, arrivando al 41%, e le coperture per business interruption sono salite al 26%, ma il protection gap resta strutturalmente rilevante. I settori costruzioni, industria e commercio mostrano la consapevolezza più elevata; i servizi non registrano progressi su base annua. La consapevolezza del rischio climatico cresce complessivamente dal 50% al 55%, ma non si traduce ancora in copertura diffusa.
Sul fronte delle barriere, il White Paper segnala un cambiamento rispetto alle edizioni precedenti: per la prima volta dal 2020 sono gli ostacoli istituzionali, e non quelli finanziari, a frenare l’adozione della sostenibilità. La carenza di incentivi pubblici (56%), l’insufficienza del supporto istituzionale (56%) e l’assenza di un quadro normativo chiaro (53%) sono i fattori critici più citati, in particolare dalle imprese classificate come “Soon-to-be”, cioè quelle in fase di avvio del processo. Durante la transizione, la frammentazione regolamentare genera incertezza e rallenta l’esecuzione; una volta consolidate le pratiche, la percezione degli ostacoli tende invece a ridursi.
Marco Sesana, Group General Manager di Generali, ha sottolineato che «le evidenze indicano chiaramente dove il supporto è più necessario, in particolare nel rafforzamento della resilienza climatica e nella riduzione dell’ancora significativo protection gap. Come Generali vogliamo agire come veri partner per le PMI in questo processo di transizione, offrendo consulenza mirata, supporto dedicato, soluzioni di finanziamento e assicurative».
Nell’ambito dell’evento sono stati premiati gli 11 “Eroi della Sostenibilità” selezionati tra oltre 8.500 PMI europee da un advisory board composto da accademici, imprese e think tank. Per l’Italia è stata riconosciuta Diemmebi, produttore orientato al design noto per l’impegno nella circolarità e per la qualità dell’artigianato contemporaneo. Gli altri riconoscimenti sono andati a realtà operanti in Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Portogallo, Slovenia e Spagna. Una menzione speciale è stata assegnata a Procedes (Germania), azienda leader nella stampa di grande formato che ha sviluppato un modello produttivo basato su tessuti riciclabili e processi privi di solventi.
Il White Paper completo, con approfondimenti dedicati a ciascun Paese, è disponibile sul sito di Generali.




