Il portale raccoglie oltre duecento iniziative legate ai 17 Goal dell’Agenda 2030 e apre alla partecipazione di imprese, enti pubblici e terzo settore

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile e AXA Italia hanno lanciato BEST — Buone Esperienze di Sostenibilità dei Territori — il primo portale italiano che raccoglie e mette in rete le buone pratiche sostenibili dei territori nazionali legate ai 17 Goal dell’Agenda 2030. Il progetto è stato presentato il 18 maggio a Bari, nell’Aula Magna del Politecnico, nel corso della sesta tappa del Festival dello Sviluppo Sostenibile, in un evento dedicato al tema dell’innovazione inclusiva e al ruolo delle comunità locali nelle grandi transizioni digitali e ambientali.
Accessibile all’indirizzo www.buonepratiche.asvis.it, il portale si propone di rendere visibili, confrontabili e replicabili su scala nazionale le esperienze più riuscite già attive nel Paese: ospita già oltre duecento iniziative certificate, con filtri geografici e per singolo Goal che permettono a imprese, enti pubblici, terzo settore e cittadini di ispirarsi ai modelli di successo e valutarne l’applicabilità nel proprio contesto.
Bari e il Mezzogiorno sono stati al centro del dibattito come territorio in cui sperimentare modelli capaci di coniugare coesione sociale e sviluppo. A sottolinearlo il Segretario Generale dell’ASviS, Giulio Lo Iacono, che ha aperto i lavori richiamando la necessità di «una visione integrata della sostenibilità, che mette al centro persone, comunità e territori, favorendo il dialogo tra ricerca, imprese, istituzioni e terzo settore». Il Rettore del Politecnico di Bari, Umberto Fratino, ha detto: «Lo sviluppo sarà sostenibile solo se inclusivo. Dobbiamo progettare un futuro ad alta tecnologia senza lasciare indietro nessuno».
Il direttore scientifico dell’ASviS, Enrico Giovannini, ha invece parlato delle politiche di medio periodo, avvertendo che «la competitività si costruisce investendo non solo sul capitale fisico, ma anche su coesione sociale, conoscenza e sostenibilità» e invitando le regioni del Mezzogiorno a orientare i fondi europei disponibili verso uno sviluppo integrale che unisca innovazione tecnologica e innovazione sociale. Un passaggio che riassume l’impostazione culturale dell’intera giornata: il progresso tecnologico non accessibile smette di essere innovazione e diventa privilegio, rischiando di accentuare le disuguaglianze proprio nelle fasi di transizione.
Il responsabile di BEST, Samir de Chadarevian di Pentapolis, ha definito il portale «una piazza aperta per favorire il dialogo e la collaborazione fattiva; un ecosistema catalizzatore del cambiamento per ispirare, replicare e mettere in rete le realtà virtuose del Paese». L’obiettivo dichiarato è trasformare le eccellenze locali in modelli replicabili, rendendo visibile quella che de Chadarevian chiama «l’Italia che desideriamo: vivibile, dinamica, accogliente, inclusiva e bella». La Call Buone pratiche 2026, attraverso cui candidare nuove iniziative tramite questionario online, aprirà il 9 giugno: le proposte vengono valutate da una Commissione multidisciplinare che rilascia un attestato di riconoscimento ai progetti ritenuti idonei.
I dati già disponibili restituiscono un quadro significativo. Il tasso di idoneità delle candidature ricevute si attesta al 96%. Il 49% dei progetti censiti ha un orizzonte temporale superiore ai cinque anni, il 41% supera il decennio. Sul fronte generazionale, il 40% delle iniziative è rivolto alle nuove generazioni e il 21% è ideato e guidato da under 31, su una rete complessiva di oltre 1.200 soggetti coinvolti. Numeri che smentiscono l’immagine di un Paese immobile e tratteggiano invece un tessuto di energie diffuse, spesso invisibili ai radar della comunicazione mainstream.
Il contributo di AXA Italia al progetto è stato illustrato da Letizia d’Abbondanza, Chief Customer & External Communication Officer del gruppo: «Siamo ancora una volta al fianco di ASviS per valorizzare l’ascolto dei territori come leva di uno sviluppo sostenibile e inclusivo. È qui che emergono bisogni reali e opportunità di innovazione, in un impegno collettivo che coinvolge anche il settore assicurativo: non solo come protezione, ma come motore di innovazione sociale, capace di offrire soluzioni più accessibili, eque e orientate al benessere duraturo delle comunità». Un posizionamento che colloca il ruolo assicurativo all’interno di una responsabilità sistemica nei confronti dei territori, oltre la sola copertura del rischio.
Nel corso della giornata sono state presentate alcune buone pratiche nate a Bari e diffusesi nell’intera Puglia: un progetto sulla transizione digitale nella pubblica amministrazione regionale, un’iniziativa di mobilità dolce per bambini sotto i 12 anni, un’esperienza di recupero delle eccedenze alimentari e la presenza dell’associazione Plastic Free. La tavola rotonda “Innovazione per tutti” ha poi allargato la prospettiva con i contributi di rappresentanti di Invitalia, UnipolTech, Fondazione NEST, SACE, National Biodiversity Future Center e dell’Università Federico II di Napoli, tracciando un quadro delle sfide legate all’accessibilità, alle infrastrutture e alla transizione tecnologica nel contesto meridionale.
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