Paziente in consulto con un medico in una clinica privata convenzionata
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Sanità, il paradosso della spesa privata: assicurati ma ancora a pagamento

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C’è un paradosso che attraversa il sistema sanitario italiano e che un ampio servizio pubblicato da La Stampa ha provato a raccontare attraverso i numeri: nonostante la crescita costante delle polizze sanitarie private, le famiglie continuano a pagare di tasca propria quasi un quarto delle cure, una quota tra le più alte in Europa, circa nove punti sopra la media Ue. Nell’ultimo anno la spesa sanitaria privata complessiva ha toccato i 49 miliardi di euro, e di questi quasi 43 miliardi (l’85,7%) sono usciti direttamente dalle tasche dei cittadini, senza passare da alcuna copertura assicurativa.

Eppure il mercato delle polizze salute non è mai stato così dinamico. Secondo i dati ANIA, nel 2025 il ramo malattia ha raggiunto i 4,9 miliardi di euro, con una crescita dell’11,6% sull’anno precedente, mentre le polizze infortuni sono salite a 3,7 miliardi. Nel complesso il comparto vale 8,6 miliardi: una quota ancora contenuta del mercato assicurativo nel suo insieme, ma con un trend di espansione che non accenna a fermarsi.

A confermarlo sono anche i numeri sugli iscritti: l’Osservatorio Salute di Iqvia Italia stima che oggi quattro italiani su dieci abbiano una copertura sanitaria, per un totale di oltre 21 milioni di persone tra polizze individuali e forme collettive legate al lavoro. La platea più ampia, circa 16,5 milioni, è composta da lavoratori iscritti a fondi sanitari integrativi attraverso i contratti collettivi di categoria, dal settore metalmeccanico a quello bancario, dall’edilizia alle professioni ordinistiche come avvocati e commercialisti.

Ad alimentare l’iscrizione a queste forme di tutela contribuisce soprattutto il rinnovo dei contratti di lavoro, più che una scelta individuale consapevole: secondo l’inchiesta de La Stampa, il mercato resta infatti dominato dalle forme collettive legate ai contratti, dove i premi contenuti si accompagnano spesso a coperture altrettanto limitate, con il rischio che solo i fondi con premi più elevati riescano davvero a garantire assistenza anche ai pensionati. Sul fronte più strettamente economico, i dati dell’Ufficio parlamentare di bilancio mostrano che gli iscritti a polizze e fondi integrativi sono quasi triplicati in un decennio, da 5,8 milioni nel 2013 a 16,3 milioni nel 2023, anche se due terzi di queste prestazioni si configurano come sostitutive del servizio sanitario nazionale, e non come reale integrazione.

Anche i prezzi, nel frattempo, sono saliti: l’Istat registra un aumento del 3,8% dei costi assicurativi legati alla salute tra il 2017 e il 2025, con il picco proprio nell’ultimo anno, complice l’impennata post-Covid. Come ha sottolineato a La Stampa Stefano Mannacio, responsabile assicurazioni di Assoutenti, “il prezzo medio è di 300-500 euro ma un nucleo familiare può arrivare a duemila”, con le polizze di qualità migliore riservate, in genere, ai dirigenti delle grandi aziende.

Dietro a questa crescita restano le difficoltà croniche della sanità pubblica: nel primo quadrimestre 2026 le liste d’attesa per la diagnostica sono migliorate in quindici regioni, con la Liguria come esempio più virtuoso, ma in molte aree del Paese si contano ancora oltre due milioni di esami e visite oltre i tempi massimi previsti, con conseguenze dirette sulla tempestività delle diagnosi.

Chi sceglie una copertura privata trova oggi un ventaglio ampio di soluzioni, dalle polizze base per ricoveri e interventi a quelle complete che comprendono anche visite e diagnostica, fino alle formule personalizzabili con estensioni per cure odontoiatriche o copertura extra Unione europea, sempre nel rispetto di esclusioni e limiti come le malattie preesistenti, le franchigie e i massimali di rimborso. Resta però, secondo quanto emerge dal servizio, il nodo della prevenzione, terreno su cui l’Italia sconta un ritardo strutturale rispetto a Paesi come il Giappone, dove una longevità in buona salute si costruisce prima di tutto attraverso il sistema sanitario pubblico piuttosto che affidandosi alla sola assistenza privata.

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2026/01/26/legge-gelli-nuove-opportunita-per-le-assicurazioni-sanitarie-con-assimedici/

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