L’analisi ANIA sui canali distributivi conferma la centralità degli sportelli bancari nel comparto vita e degli agenti nei rami danni

Secondo i dati comunicati dall’ANIA, la distribuzione assicurativa in Italia conferma nel 2025 alcune tendenze consolidate, pur con segnali di cambiamento negli equilibri tra i diversi canali. Nel comparto vita, gli sportelli bancari e postali restano il principale strumento di intermediazione, con una quota di mercato in leggero aumento, mentre si riduce l’incidenza degli agenti. Nei rami danni, invece, il canale agenziale mantiene un ruolo predominante, sebbene in flessione, con gli sportelli bancari che superano ormai i broker in termini di volumi intermediati. Un’analisi condotta sui dati dell’Associazione Italiana dei Broker di Assicurazioni (AIBA) evidenzia però come le statistiche fornite dalle imprese tendano a sottovalutare il reale peso di questi ultimi nel comparto danni.
Nel ramo vita, la raccolta premi ha registrato nel 2025 una crescita del 7,5% rispetto al 2024, un ritmo inferiore rispetto al balzo del 19,5% dell’anno precedente ma comunque diffuso su tutti i canali. Gli sportelli bancari e postali si confermano il principale canale di intermediazione, con un volume premi cresciuto dell’8,0% e una quota di mercato salita dal 56,4% al 56,7%, valore in linea con la media del quinquennio. Gli agenti, pur registrando un aumento dei premi del 4,2%, vedono la propria quota scendere al 13,3%, il livello più basso degli ultimi cinque anni. I consulenti finanziari abilitati crescono dell’8,3% e mantengono una quota stabile al 16,9%, superiore alla media storica, mentre la vendita diretta segna l’incremento più elevato del settore, pari all’8,5%, con un peso percentuale invariato al 12%. I broker, infine, registrano una crescita più contenuta, dell’1,0%, restando poco sopra l’1% di quota di mercato.
Guardando alla composizione per tipologia di polizza, il ramo I – le assicurazioni sulla durata della vita umana – cresce dell’1,4%, con gli sportelli bancari che salgono al 63,3% di quota e gli agenti che si confermano secondo canale al 14,6%. Le polizze linked di ramo III aumentano del 19%, trainate soprattutto dagli sportelli bancari, mentre i broker arretrano di oltre il 35% in questo segmento. In controtendenza il ramo V, quello della capitalizzazione, dove la vendita diretta resta il canale principale ma gli sportelli bancari dimezzano quasi la propria quota, a vantaggio di agenti e broker. Il comparto dei fondi pensione, ramo VI, mette a segno l’incremento più marcato dell’intero settore vita, quasi il 48%, con la vendita diretta che consolida la propria leadership superando il 61% di quota.
Sul fronte danni, la raccolta premi cresce del 6,6% su base annua, proseguendo il trend espansivo già osservato nel 2024. Gli agenti restano il principale canale distributivo, con premi in aumento del 5,7%, ma la loro quota scende al 72,3%, sotto la media del quinquennio. Gli sportelli bancari e postali proseguono invece la propria ascesa, con una crescita dell’11,5% che porta la loro quota al 9,8%, superando per la prima volta i broker e affermandosi come secondo canale del comparto. Questi ultimi, pur crescendo del 4,9%, vedono la propria quota scendere lievemente al 9,7%.
È proprio sul ruolo dei broker che l’analisi condotta sui dati AIBA introduce un elemento di correzione rispetto alle statistiche ufficiali delle imprese. Una parte rilevante dei premi raccolti da questi intermediari – stimata nel 2025 in 25,1 punti percentuali – viene infatti presentata alle agenzie anziché direttamente alle compagnie, e per questo motivo non viene registrata come intermediazione broker nei bilanci assicurativi. Tenendo conto di questo fenomeno, la raccolta danni riconducibile ai broker salirebbe a circa 15,2 miliardi di euro, pari al 34,8% del totale, contro i 4,2 miliardi e il 9,7% risultanti dai dati ufficiali. Di conseguenza, la quota effettiva degli agenti si ridimensionerebbe al 47,2%, contro il 72,3% dichiarato. Il divario è particolarmente marcato nel comparto non auto, dove l’incidenza reale dei broker arriverebbe al 51,3%, contro il 13,2% delle statistiche ufficiali.
Nel dettaglio dei singoli comparti, il settore auto conferma gli agenti come canale prevalente, con una quota dell’83,0%, mentre la vendita a distanza continua a perdere terreno. Negli altri rami danni gli agenti restano primo canale ma con una quota in flessione al 64,5%, superati per la prima volta dagli sportelli bancari e postali sul fronte dei broker, la cui quota ufficiale scende al 13,2% a fronte di una crescita comunque significativa della vendita diretta.
I dati confermano complessivamente un settore in trasformazione, nel quale la crescita degli sportelli bancari e postali procede in parallelo con un progressivo ripensamento del peso reale dei diversi intermediari, soprattutto per quanto riguarda il contributo dei broker al comparto danni.
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