L’agenzia di rating individua in 12-18 mesi la finestra di adattamento e indica le leve che proteggono i broker dalla pressione dei nuovi operatori digitali

Preventivi, confronti tra prodotti e processi di emissione sono tra le attività della distribuzione assicurativa più facilmente trasformabili dall’intelligenza artificiale. È su questo terreno che Moody’s concentra l’attenzione, indicando il comparto retail danni come il segmento dei servizi finanziari più esposto alla disruption generata dall’AI. All’interno del report sull’intelligenza artificiale applicata alla distribuzione assicurativa, Moody’s individua nella distribuzione assicurativa retail, in particolare nel ramo property and casualty, il segmento più esposto alla trasformazione tecnologica nel breve periodo, tra tutte le linee di business finanziario prese in esame.
Secondo Moody’s, i guadagni finanziari legati all’intelligenza artificiale restano finora contenuti in tutto il settore finanziario, nonostante il potenziale di lungo periodo in termini di efficienza dei costi e crescita dei ricavi. Le imprese dovranno sostenere investimenti iniziali significativi prima di poter cogliere pienamente questi benefici, un elemento che l’agenzia considera rilevante per orientare le strategie dei prossimi 12-18 mesi.
La distribuzione retail viene indicata come il segmento più esposto proprio per le sue caratteristiche strutturali: elevati volumi di transazioni, processi ripetitivi e prodotti fortemente standardizzati. Per gli intermediari il cui modello di business si concentra su preventivazione, sottoscrizione ed emissione di polizze standard, personali o di piccola impresa, si tratta di un’indicazione diretta da parte di una delle principali agenzie di rating: proprio quel segmento di mercato è quello su cui la pressione dell’automazione si farà sentire più rapidamente.
L’intelligenza artificiale sta riducendo il vantaggio informativo che per anni ha caratterizzato il ruolo dell’intermediario, offrendo ai clienti strumenti sempre più evoluti per confrontare prodotti, valutare rischi e orientarsi nelle scelte. Secondo Moody’s, l’effetto non sarà una cancellazione della domanda, ma una redistribuzione del valore lungo la filiera, con una possibile pressione sui margini della consulenza tradizionale.
A difendere il posizionamento degli operatori saranno soprattutto la capacità di costruire relazioni durature, la gestione dei rischi più complessi e il valore della responsabilità professionale. Le imprese che sapranno integrare la tecnologia con competenze specialistiche e rapporto fiduciario con il cliente avranno maggiori possibilità di mantenere un ruolo centrale nella distribuzione assicurativa.
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