La rilevazione IVASS al 30 aprile 2026 fotografa un mercato con forti differenze territoriali, dal Nord-Est al Mezzogiorno

Il monitoraggio dei premi delle polizze cat-nat condotto da IVASS, in collaborazione con il Garante per la Sorveglianza dei prezzi presso il MiMIT, restituisce per la prima volta una fotografia puntuale del mercato assicurativo contro le calamità naturali a poco meno di un anno dall’entrata in vigore della legge 27 maggio 2025 n. 78. Alla data di riferimento del 30 aprile 2026 risultano attivi 680.730 contratti su tutto il territorio nazionale, un numero che dà la misura di quanto l’obbligo assicurativo abbia già inciso sul portafoglio delle imprese italiane, pur trovandosi ancora nella fase di progressiva estensione prevista tra il 30 giugno 2025 e il 31 dicembre 2026.
Il dato nazionale sul premio mediano si attesta a 203 euro annui, con un intervallo, tra il 20° e l’80° percentile, che va da 91 a 603 euro: è la fascia in cui si colloca il 60% dei contratti monitorati, al netto delle coperture con caratteristiche di rischio o dimensionali particolari che si posizionano agli estremi della distribuzione. Il 95° percentile, che indica il livello dei premi in presenza di rischio molto elevato, sale a 2.127 euro, segno di una dispersione ampia legata soprattutto alla tipologia dei beni assicurati.
Le differenze territoriali emergono con chiarezza dal confronto tra le macroaree. Il Nord-Est presenta il premio mediano più alto, pari a 307 euro, seguito dal Centro con 229 euro; più contenuti i valori del Nord-Ovest, fermo a 176 euro, e ancora di più quelli del Sud e delle Isole, rispettivamente a 169 e 150 euro. Un divario che riflette in larga parte l’esposizione ai rischi idrogeologici e sismici delle diverse regioni, oltre alla diversa composizione del tessuto produttivo locale in termini di tipologia e valore dei beni assicurati.
Se si guarda al premio rapportato al valore assicurato – l’indicatore che consente di confrontare polizze di dimensioni diverse – la mediana nazionale è pari a 7,11 euro ogni 10 mila euro di somma assicurata, con un intervallo tra 3,69 e 14,31 euro nella fascia del 60% centrale. Anche in questo caso il Centro Italia si conferma l’area con i valori più elevati, con una mediana di 9,11 euro, mentre il Nord-Ovest resta l’area più conveniente, a 5,42 euro. Il Sud, pur partendo da un premio medio in valore assoluto inferiore, mostra un rapporto premio-valore assicurato tra i più alti del Paese, a 7,66 euro, segnale di una diffusa presenza di beni di valore contenuto ma sottoposti a rischio significativo.
La rilevazione conferma inoltre come il numero di rischi coperti da ciascuna polizza sia in crescita: la nota metodologica che accompagna i dati indica che il numero medio di rischi assicurati, pari a 3,25 prima dell’entrata in vigore della norma, ha raggiunto 4,97 per i contratti stipulati nel 2025, a conferma di un ampliamento delle coperture verso l’insieme dei rischi previsti dalla legge cat-nat rispetto alle polizze sottoscritte in precedenza, che spesso coprivano solo alcuni degli eventi oggi obbligatori.
IVASS ricorda che i valori pubblicati sono elaborazioni statistiche sui contratti attivi alla data di riferimento e non vanno letti come un preventivo: il premio effettivamente proposto da impresa o intermediario dipende dai singoli beni assicurati, terreni, fabbricati e impianti, e dalle condizioni contrattuali, comprese franchigie e scoperti, e può risultare inferiore o superiore agli estremi indicati nelle tavole. Resta inoltre la necessità di confrontare solo polizze omogenee, poiché le coperture all risk possono includere garanzie accessorie non riconducibili ai rischi catastrofali previsti dalla norma, rendendo i premi non sempre direttamente comparabili. Il quadro che emerge dai dati al 30 aprile conferma comunque un mercato in fase di assestamento, nel quale la trasparenza sui prezzi resta lo strumento principale a disposizione di imprese e intermediari per orientarsi tra le diverse offerte disponibili sul territorio.
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