Il settore riassicurativo 2026 regge su capitale record e redditività solida, nonostante il calo dei prezzi

Il settore riassicurativo 2026 entra nella stagione degli uragani da una posizione di forza, con una capitalizzazione ai massimi storici e risultati operativi robusti nei primi mesi dell’anno. È questa la fotografia scattata da S&P Global Ratings nel report Global Reinsurance Sector View 2026: Reinsurers Face Balancing Act, pubblicato il 2 settembre 2026, che conferma l’outlook stabile sull’intero comparto pur segnalando pressioni crescenti sui prezzi.
L’abbondanza di capacità, sia da parte dei riassicuratori tradizionali sia dai fornitori di capitale alternativo, e le perdite catastrofali più contenute delle attese negli ultimi anni stanno spingendo verso un ulteriore ammorbidimento del pricing nel 2027. Gli analisti prevedono che i margini di sottoscrizione e la redditività complessiva dei riassicuratori property & casualty si comprimano gradualmente nel biennio 2026-2027, mentre cresce la pressione per allentare termini e condizioni contrattuali.
Il quadro, tuttavia, resta lontano dall’allarme. S&P stima che i margini resteranno sufficienti a coprire il costo del capitale del settore, grazie a combined ratio ancora sani, un solido reddito da investimenti netto e una riassicurazione vita in buona salute. La previsione per il return on equity si attesta tra il 12% e il 15% nel 2026, per poi scendere al 10-13% nel 2027; il combined ratio non scontato dovrebbe collocarsi tra il 92% e il 95% quest’anno e salire al 94-97% l’anno prossimo. Il rendimento netto degli investimenti viene indicato tra il 3,5% e il 4%.
Sul fronte della capitalizzazione, il gruppo di riassicuratori monitorato da S&P ha visto la propria ridondanza patrimoniale al livello di confidenza più elevato salire all’11% nel 2025, dal 10% dell’anno precedente. Nello stesso anno il campione ha distribuito agli azionisti oltre 20 miliardi di dollari tra dividendi e buyback, a fronte di un utile netto complessivo superiore ai 50 miliardi. Anche il capitale alternativo, tra cat bond e sidecar, ha raggiunto livelli record, alimentato da un interesse degli investitori che resta robusto per la scarsa correlazione tra rischi assicurativi e mercati finanziari tradizionali.
Le perdite catastrofali assicurate si sono fermate a circa 42 miliardi di dollari nel primo semestre 2026, sotto la media decennale di 50 miliardi, nonostante eventi come il terremoto di Kumamoto, le ondate di calore nel Sud Europa e l’uragano Lala, che ad agosto ha prodotto il primo impatto assicurativo rilevante della stagione. Il budget 2026 per le perdite catastrofali del campione riassicurativo è fissato intorno a 21,5 miliardi di dollari, mentre uno scenario di stress severo lascerebbe comunque un cuscinetto di 73 miliardi prima di intaccare il capitale.
Restano centrali anche i rischi legati all’inflazione sociale nelle linee casualty statunitensi, che negli ultimi anni hanno spinto molti gruppi a rafforzare le riserve, e alle tensioni geopolitiche: le perdite collegate al conflitto in Medio Oriente sono finora rimaste gestibili, concentrate soprattutto nei rami political risk, marine e terrorismo. Sul versante della crescita, S&P individua opportunità nel protection gap, il divario tra perdite economiche e perdite assicurate, che nella prima metà del 2026 ha toccato circa il 60% a livello globale, con margini particolarmente ampi in ambito cyber, energie rinnovabili e data center.
Il report dedica spazio anche all’adozione dell’intelligenza artificiale nel comparto. Dal sondaggio condotto da S&P su un campione rappresentativo di riassicuratori emerge che la totalità degli intervistati ha già integrato l’AI nella propria strategia o ne sta completando l’implementazione, con applicazioni concentrate soprattutto in funzioni di supporto, automazione dei processi e gestione del rischio. Il 78% delle aziende ha già strutturato un framework di governance dedicato, mentre il restante 22% è in fase di definizione; tra le principali preoccupazioni segnalate figurano la scarsa trasparenza dei processi decisionali algoritmici e il rischio che i modelli forniscano informazioni non corrette.
Sul piano dei rating, il giudizio medio del gruppo riassicurativo benchmark si colloca nella fascia alta della categoria ‘A’, con outlook stabile per l’85% delle compagnie monitorate, positivo per il 10% e negativo per il restante 5%. Negli ultimi dodici mesi la maggior parte delle azioni di rating è stata positiva, riflesso di una capitalizzazione più solida e di una redditività in miglioramento. Anche i rinnovi contrattuali del 2026 hanno confermato la fase di ammorbidimento dei prezzi, con riduzioni a doppia cifra concentrate soprattutto nella riassicurazione property-catastrophe, mentre la casualty ha mostrato un andamento più eterogeneo, con rialzi moderati negli Stati Uniti proprio per effetto dell’inflazione sociale.
S&P Global Ratings prevede che le pressioni sui prezzi proseguano anche nel 2027, con riduzioni potenzialmente in linea con quelle registrate quest’anno anche in presenza di perdite catastrofali sui livelli di budget. La disciplina di sottoscrizione, la gestione attiva del portafoglio e il controllo dei rischi restano le leve indicate come determinanti per mantenere la redditività del settore sopra il costo del capitale nella fase più complessa del ciclo.




