Secondo i dati raccolti da Ania aumentatno i premi, con gli agenti sempre decisivi nel settore Danni. In aumento anche il ruolo dei broker e delle banche.

Nel primo trimestre del 2025 la raccolta premi nel comparto Danni ha superato i 13 miliardi di euro, segnando una crescita del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2024 e confermando il diciassettesimo trimestre consecutivo in territorio positivo. “Una performance che mostra la resilienza del settore e il suo dinamismo anche in un contesto macroeconomico incerto”, si legge nella newsletter ANIA Trends.
Il comparto Auto ha registrato un incremento dell’8,2%, trainato soprattutto dal ramo Corpi veicoli terrestri (+13,1%), mentre il ramo Rc Auto è cresciuto del 6,4%, sostenuto da un aumento del parco veicolare assicurato e da una crescita del premio medio del 4,1% (secondo i dati Ivass).
Ma è la distribuzione il dato più interessante: il canale agenziale si conferma il perno centrale del sistema, rappresentando il 70,1% della raccolta premi delle imprese italiane ed extra UE. In alcuni rami, come Rc Auto (86,3%), R.C. Veicoli marittimi (91,8%), Altri danni ai beni (79,0%) e R.C. Generale (77,5%), la quota degli agenti supera abbondantemente il 70%, segno di una penetrazione capillare e di un rapporto fiduciario ancora forte con il cliente.
Tuttavia, si consolida il ruolo dei broker, che rappresentano l’11% della raccolta e arrivano a una quota effettiva stimata del 35% se si includono anche i premi presentati alle agenzie. “Un dato che evidenzia l’importanza della consulenza specializzata, soprattutto nei rami Merci trasportate, Credito e Cauzioni”. Crescono anche gli sportelli bancari, oggi al 10,2% di quota, soprattutto nei rami Perdite pecuniarie, Malattia e Infortuni, dove le sinergie con il credito al consumo e le coperture a pacchetto ne facilitano la vendita. La vendita diretta, seppur più contenuta, mostra stabilità con l’8,3% del totale e una presenza significativa nel canale digitale, in particolare nel ramo Auto (2,1% da preventivatori online).
Tra le rappresentanze UE, invece, si rileva una distribuzione più bilanciata: il 47,4% dei premi passa dagli agenti, mentre il 42,8% dai broker, a conferma di un approccio più multicanale da parte degli operatori europei. Anche in questo caso, “nel settore Auto sono gli agenti a prevalere, ma negli altri rami sono i broker a guidare la distribuzione con il 53,8%”.




