Il 78% delle aziende ha superato gli ultimi anni di crisi senza perdite significative: lo rileva l’indagine condotta in occasione della XXIX edizione del Premio EY L’Imprenditore dell’Anno®

L’imprenditoria italiana ha dimostrato una capacità di tenuta più solida di quanto il contesto avrebbe lasciato supporre. Secondo l’indagine EY-SWG condotta a maggio 2026 su un campione di circa 70 aziende di medio-grandi dimensioni, il 78% delle imprese ha attraversato la fase di crisi economica e geopolitica degli ultimi anni – tra pandemia, instabilità energetica e tensioni internazionali – senza subire perdite significative. Un terzo di esse, il 31%, è andato oltre la semplice tenuta, registrando una crescita effettiva nel periodo. La rilevazione è stata realizzata da EY Private in collaborazione con SWG in occasione del lancio della XXIX edizione del Premio EY L’Imprenditore dell’Anno®.
«L’indagine restituisce l’immagine di un sistema imprenditoriale che, pur operando in uno scenario complesso, continua a dimostrare grande capacità di adattamento e visione strategica», ha commentato Massimo Meloni, EY Italy Private Leader e Responsabile Italia del Premio. «Questo percorso è stato possibile grazie a un mix di innovazione e maggiore efficienza operativa: la trasformazione non riguarda solo l’intelligenza artificiale, ma investe l’intero modello produttivo e organizzativo delle aziende». Meloni ha aggiunto che il 63% delle imprese prevede un’evoluzione favorevole nei prossimi cinque anni, «a conferma di una fiducia prudente ma diffusa».
Il dato sugli investimenti è tra i più significativi emersi dall’indagine: il 97% delle aziende del campione prevede di investire nel biennio 2026-2027, con priorità sulle tecnologie di produzione e il rinnovo dei macchinari (58%) e sulla ricerca e sviluppo (49%). Francesco Lecis, Markets Leader di EY Italia, ha sottolineato come «le imprese italiane stiano puntando su una strategia di investimento strutturata per sostenere la crescita», e abbia indicato nell’attenzione crescente verso l’intelligenza artificiale un segnale di evoluzione competitiva: il 42% delle aziende pianifica nei prossimi anni un investimento complessivo in IA di almeno 500.000 euro.
L’intelligenza artificiale si afferma come leva di efficienza più che come elemento di rottura. Il 55% delle imprese ha già avviato o completato progetti di adozione, con applicazioni concentrate sull’analisi dei dati (68%), sull’automazione amministrativa (45%) e sull’ottimizzazione dei processi produttivi (39%). Il 63% la considera principalmente uno strumento per aumentare l’efficienza, e il 93% delle aziende segnala la necessità di formazione continua sulle tecnologie emergenti. Non mancano le preoccupazioni: il 45% teme la perdita di controllo su dati e proprietà intellettuale, il 38% la dipendenza tecnologica, e altrettanti segnalano difficoltà di integrazione tra sistemi.
Sul piano geopolitico, l’instabilità degli ultimi anni ha prodotto effetti tangibili sui conti aziendali. Il 60% delle imprese ha registrato impatti sui margini di profitto e sulla domanda dei clienti, mentre la catena di approvvigionamento ha subito pressioni su logistica (49%), materie prime (45%) e import/export (44%). La risposta più diffusa è stata la digitalizzazione dei processi (70%), seguita dalla diversificazione dei mercati di vendita (61%) e dall’efficientamento energetico (55%).
Resta aperta la questione del capitale umano. L’84% delle imprese è attivamente alla ricerca di personale, ma il 43% incontra difficoltà nel reperire profili adeguati, principalmente sul fronte delle competenze tecnico-operative (67%). Le priorità formative indicate dai manager riguardano le competenze digitali e sull’IA (61%), la leadership (51%) e la pianificazione strategica (40%).
Un elemento di tensione emerge dal confronto tra percezione interna e percezione di sistema: il 67% degli imprenditori si dichiara fiducioso nella capacità di innovazione del proprio settore, ma solo il 40% esprime una valutazione positiva sulla capacità di innovare dell’Italia nel suo complesso. La competitività internazionale preoccupa: appena il 43% degli imprenditori la giudica positivamente, in calo rispetto al 59% del 2024.
I risultati dell’indagine accompagnano il lancio della XXIX edizione del Premio EY L’Imprenditore dell’Anno®, iniziativa attiva dal 1997 che coinvolge oltre 65 Paesi. La cerimonia di premiazione è in programma il 27 novembre a Milano, presso Palazzo Mezzanotte, con il concept “The Shapers”. Possono candidarsi le aziende con sede legale in Italia, attive da almeno tre anni e con un fatturato pari o superiore a 150 milioni di euro.




