Circa 100 operazioni di M&A nel triennio 2023-2025: la ricerca EY per Italian Insurtech Association fotografa la trasformazione dei broker assicurativi

Il mercato italiano del brokeraggio assicurativo sta attraversando una fase di trasformazione strutturale, alimentata da un’ondata di consolidamento che sta ridisegnando gli equilibri competitivi dell’intermediazione. È quanto emerge dalla ricerca «Da canale a piattaforma: il nuovo ruolo dei broker nel mercato assicurativo italiano», realizzata da EY per conto di Italian Insurtech Association con il supporto di Marco Contini, Insurance Business Advisor di IIA, e presentata a Milano nel corso della prima giornata degli Insurtech Days, intitolata «Empowering Ecosystems».
I numeri restituiscono la portata del fenomeno. A livello europeo il settore assicurativo ha registrato circa 1.500 operazioni di fusione e acquisizione nel triennio 2023-2025, con 789 transazioni concluse nel solo 2025 — un incremento del 14% rispetto alle 694 dell’anno precedente. Broker e service provider hanno pesato per oltre l’87% del totale. L’Italia si distingue in questo scenario per un’intensità ancora maggiore: circa 100 operazioni nello stesso periodo, con una crescita del 72%, che collocano il nostro Paese tra i mercati più dinamici del continente.
Dietro questi dati si nasconde però qualcosa di più profondo di una semplice accelerazione del consolidamento. Il broker sta ridefinendo il proprio ruolo, passando da intermediario concentrato sulla vendita di polizze a consulente capace di affiancare imprese e clienti nella lettura dei rischi e nella costruzione di programmi assicurativi articolati. La ricerca descrive questo spostamento come un cambio di baricentro competitivo: dalla rete proprietaria alla rete collaborativa, dalla vendita del prodotto alla gestione della relazione, dalla transazione alla consulenza continuativa.
A sostenere questa evoluzione contribuiscono diversi fattori, la crescita del comparto Non-Motor P&C, la complessità crescente dei rischi legati a cyber, eventi naturali, supply chain e welfare, e una domanda sempre più marcata di competenze specialistiche. Anche il consolidamento cambia natura: non si tratta più soltanto di aggregare portafogli, ma di costruire organizzazioni capaci di integrare competenze, processi e dati in modelli industriali scalabili, dove tecnologia e intelligenza artificiale non sostituiscono la relazione con il cliente ma ne rafforzano la qualità.
Serena Brando, Partner in Strategy and Transaction di EY-Parthenon, ha osservato che «la trasformazione dei broker non è un fenomeno laterale della distribuzione: è una delle leve che definiranno l’equilibrio competitivo del mercato assicurativo italiano nei prossimi anni», sottolineando come i broker intermedino ormai circa la metà della raccolta Non-Motor P&C in Italia. Sulla stessa linea Marco Contini, secondo cui «il consolidamento rappresenta solo il primo passo di una trasformazione più profonda», mentre la vera sfida riguarderà la capacità di integrare governance e competenze preservando le specializzazioni costruite dai singoli operatori.
Anche i vertici dei broker coinvolti nella ricerca convergono su questa lettura. Stefano Sidoli, CEO di Area Broker, ha evidenziato come le aggregazioni permettano di mettere a fattor comune esperienze e competenze specialistiche, mentre Gianluca Graziani, CEO di Mediass Broker, ha ricordato che il cliente cerca oggi un partner capace di accompagnarlo con continuità nella gestione del rischio, integrando consulenza e prevenzione.
L’evoluzione del brokeraggio produce ricadute significative anche sulle compagnie assicurative, chiamate a confrontarsi con broker più strutturati e data-driven, che orientano la scelta dei carrier non solo in base alle condizioni economiche ma anche alla qualità del servizio e alla capacità di integrazione digitale. La ricerca individua per le compagnie tre priorità: rafforzare le competenze nei segmenti specialistici, costruire un rapporto più evoluto con broker sempre più industrializzati e adeguarsi a standard operativi fondati su trasparenza e velocità di esecuzione. Un percorso destinato a proseguire, secondo gli autori dello studio, verso modelli sempre più integrati tra broker, MGA e piattaforme tecnologiche, senza però intaccare la centralità della relazione personale con il cliente.




