Opinione della Settimana

Unipol-FonSai a caccia degli ultimi 665 milioni di aumento di capitale

Da domani decolla, per cinque giorni, l’asta per la parte ancora inoptata degli aumenti di capitale di Fondiaria-Sai e Unipol. Dopo settimane di incontri tra i rappresentanti delle due compagnie e il consorzio bancario di garanzia – guidato da Mediobanca e composto da UniCredit, Credit Suisse, Deutsche Bank, Ubs, Nomura e Barclays – il doppio aumento di capitale delle due compagnie assicurative (finalizzato alla fusione tra i due gruppi, comprese Premafin e Milano Assicurazioni), entra nella fase finale. In vista del rush finale dell’aumento, l’ultimo colpo a sorpresa lo ha riservato Unipol che, in settimana, ha annunciato di essere pronta a garantire fino al 4,9% del capitale dell’eventuale inoptato della ricapitalizzazione di FonSai.

Le prossime scadenze
Inizialmente si era ipotizzato di aprire l’asta prima il 20 e poi il 27 agosto, ma poi l’amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, ha deciso di far partire l’operazione a inizio settembre. Rinvio che è stato possibile con il conforto di diversi pareri legali. L’articolo 2441 del codice civile, infatti, consente di effettuare l’asta «entro il mese successivo» alla scadenza del periodo di offerta, dunque – essendosi chiusa il primo agosto – c’è tempo fino al 30 settembre. La scelta di partire ora con l’operazione, probabilmente, tiene anche conto del fatto che rispetto a un mese fa la situazione sui mercati si è in parte rasserenata – non a caso il titolo FonSai è risalito sopra la quota di 1 euro (venerdì la chiusura è stata a 1,029 euro), il prezzo a cui era avvenuta la prima fase dell’aumento di capitale.

I volumi delle aste
Dei 2,2 miliardi previsti dai due aumenti di capitale di Unipol e FonSai, restano da collocare ancora diritti per sottoscrivere azioni per un importo pari a 665 milioni. Dell’aumento di capitale di Fondiaria-Sai è stato finora raccolto il 68% di adesioni, con entrate per 666 milioni su 1,1 miliardi richiesti al mercato: l’inoptato ammonta complessivamente a 432 milioni di euro, ma di questa somma una parte era già stata garantita inizialmente da Unipol; la compagnia, infatti, si era impegnata a sostenere l’iniezione di liquidità legata alle azioni risparmio e ora si trova obbligata a mettere sul piatto altri 142 milioni. Risultato: all’asta finiranno più o meno nuove azioni FonSai per un controvalore di 290 milioni.

Per quanto riguarda invece Unipol, il primo agosto, alla chiusura del periodo di sottoscrizione dell’aumento di capitale da 1,1 miliardi, erano state acquisite azioni per un controvalore complessivo di 725 milioni; per le azioni ordinarie la quota di adesione ha raggiunto il 72,87%, mentre per le privilegiate si è fermata al 43,11 per cento. Ecco quindi che – al netto di quanto Unipol dovrà sottoscrivere dell’inoptato FonSai, ovvero i 140 milioni corrispondenti alle azioni risparmio – sul mercato restano da piazzare più diritti della compagnia bolognese rispetto a quelli di FonSai, nonostante quest’ultima abbia raccolto una quota inferiore di adesioni.

Autore: Marco Ferrando – Il Sole 24 Ore (Articolo originale)

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