Sondaggio Axa-Ipsos, timori e attesi sulle mutazioni meteo
“Una tempesta tropicale che colpisce l’Europa può essere peggiore del fallimento di una banca“. Non usa mezzi termini Jean-Cristophe Menioux, il chief risk officer di Axa, nel descrivere le ricadute del cambiamento climatico che sempre più frequentemente riversa anche sul Vecchio Continente eventi meteorologici estremi più comuni a ben altre latitudini, con danni miliardari. Uno studio condotto dal gruppo assicurativo francese con l’istituto di sondaggi Ipsos illustra timori e aspettative dell’opinione pubblica internazionale che ormai considera il cambiamento climatico una realtà scientificamente provata e non più una futura eventualità o un’impressione personale. Ad essere interpellate sono stati 13mila persone in 3 continenti. Nove su 10 ritengono che il clima sia cambiato negli ultimi 20 anni e ne sono convinti soprattutto gli abitanti i Paesi più vulnerabili, come il Messico, Hong Kong, l’Indonesia e la Turchia (oltre il 95%), ad eccezione degli Usa che si mostrano meno persuasi (solo il 72% pensa che il clima sia mutato). In generale ne sono convinti più gli abitanti delle nuove economie (97%) che quelli delle economie mature (84%)
La conseguenza principale del cambiamento per l’89% degli interpellati è l’aumento delle temperature medie (il 58% nel caso degli italiani) e il moltiplicarsi di inondazioni, siccità e cicloni. Oltre a questi il 77% teme conflitti per l’accesso all’acqua o al cibo, il 64% paventa il diffondersi di malattie e il 60% prevede l’aumento delle migrazioni umane. Il cambiamento climatico suscita ormai timori molto forti per quasi il 90% degli intervistati, con picchi nei paesi emergenti ed è radicato nella vita quotidiana delle persone, che vedono intaccate le proprie abitudini (30%) e vedono già le ricadute in termini di salute (il 21%), alimentazione, alloggio o lavoro. In media l’82% degli intervistati è convinto che la causa del cambiamento sia l’attivita’ umana, ma negli Usa si arriva solo al 42% (il resto pensa che siano cause naturali) e nel Regno Unito al 34%, contro il 93% dell’Indonesia. In Europa il Paese più convinto della colpevolezza umana è la Germania (87%). Per l’88% degli intervistati si possono però trovare delle soluzioni e le compagnie assicurative possono contribuire a ridurre i rischi del cambiamento climatico per il 61% degli interpellati (78% in Turchia e 65% in Italia). Non si tratta solo di pagare i risarcimenti, ma – in base al sondaggio – anche di sviluppare nuovi prodotti assicurativi, promuovere comportamenti consapevoli, fare ricerca scientifica e costituire partenership con le autorità nazionali e locali per ridurre l’impatto climatico. Quindi, “le compagnie assicurative sono in prima linea quando si parla di rischi climatici ed è loro dovere misurarli con precisione per fare fronte agli obblighi con gli assicurati“, ha tirato le somme Menioux, sottolineando l’impegno del gruppo francese a diventare un esperto della materia, sia in termini di ricerca e education che di tutti gli aspetti della catena assicurativa.
Fonte: Borsa Italiana / Il Sole 24 Ore Radiocor (Articolo originale)




