Opinione della Settimana

Carige alla svolta, faro delle authority

L’impatto sui conti della scissione societaria degli sportelli fuori della Liguria. L’attività della vigilanza. Operazione da 800 milioni sul patrimonio. Il ruolo di Consob e Bankitalia

La spallata della Borsa è arrivata violenta. Banca Carige sembra essere a un passaggio fondamentale della sua storia, vicina a un cambio di marcia che potrebbe coinvolgere anche il ruolo della fondazione azionista. La Banca d’Italia ha spedito a Genova la Vigilanza e di sicuro nell’ispezione non saranno trascurate le compagnie assicurative del gruppo da tempo nel mirino dell’Isvap (ora Ivass). La Consob ha marcato stretto il vertice Carige su un’operazione contabile piuttosto audace. E ora in banca, su insindacabile suggerimento di Bankitalia, si preparano a un consistente aumento di capitale.

I soldi serviranno anche a tappare i buchi assicurativi ma non solo: Carige infatti ha fatto figurare a livello consolidato (negli annunci al mercato) un rafforzamento patrimoniale che non c’era. Sta di fatto che la settimana in Piazza Affari si è chiusa venerdì con il titolo in picchiata: -6,25% a 0,6 euro. È un prezzo preoccupante per la Fondazione Carige che possiede il 49% del capitale della banca guidata da Giovanni Berneschi (vicepresidente di Abi e Acri, nella foto). La Fondazione ha in carico i titoli a 1,40 euro (bilancio 2011) per un valore di 1,2 miliardi che è più o meno la capitalizzazione di Borsa per il 100% del capitale. In un mese il titolo ha perso il 27%, in un anno il 48%. I bilanci, però, rappresentano un gruppo sano e solido. È tra le poche aziende che in questi anni ha sempre garantito un dividendo. Il tonfo di venerdì non è stato l’unico. Martedì scorso un’agenzia titolava: «Carige trema in Borsa (-7,8%). Mercato boccia piano». Ecco il punto: il piano.

Il 25 febbraio è stato presentato un piano di rafforzamento patrimoniale. Una mossa apparentemente inspiegabile a pochi giorni dall’approvazione del bilancio. Di solito comunicazioni di questo tipo avvengono contestualmente. Il comunicato annunciava in sostanza un piano di «adeguamento patrimoniale» da 800 milioni attraverso vendita di asset non strategici e un aumento di capitale. L’importo dell’aumento non è noto, e non è un dato secondario. Come non è affatto secondario un altro passaggio della nota dove si dice che la manovra «copre anche esigenze derivanti dall’orientamento espresso dalla Consob» sui benefici fiscali a livello consolidato del conferimento a Banca Carige Italia di 353 sportelli extra Liguria. Di che si parla? Non è una cosa da poco, si tratta di benefici per quasi mezzo miliardo di euro «evaporati». In maggio 2012 Carige annunciò il conferimento (avviamento compreso) di 353 sportelli extra Liguria alla controllata al 100% Banca Carige Italia affermando che ciò avrebbe tra l’altro consentito un beneficio economico non ricorrente di 715 milioni nel bilancio consolidato. Quando è stato il momento di impostare il bilancio 2012 la Consob, interpellata dalla stessa Carige, ha ritenuto corretto il trattamento contabile per i bilanci individuali ma non per il consolidato in quanto operazione infragruppo. I revisori della Reconta hanno avallato la posizione della Consob ma soprattutto l’ha fatto Banca d’Italia mettendo una lapide sulla «magia» dei 715 milioni.

Così Carige ha ingranato la retromarcia per dire che «rispetto a quanto comunicato al mercato il 21 maggio 2012, nel bilancio consolidato si determina un beneficio economico non ricorrente di 259,3 milioni anziché di 715 milioni».

Ora l’attesa è per il cda di bilancio del 19 marzo. Un «adeguato dividendo in denaro» è già garantito. Nei 9 mesi del 2012 il gruppo aveva ottenuto ottimi risultati con un utile consolidato di 152 milioni (+10,3%). Ma sarà il maxi aumento di capitale a mettere a dura prova la storica simbiosi tra fondazione e banca, roccaforte bipartisan della finanza ligure. Un rapporto stretto anche negli affari: l’anno scorso quando la fondazione voleva far cassa vendendo la sede, chi ha bussato con un assegno da 10 milioni in mano? La compagnia assicurativa Carige Vita.

Autore: Mario Gerevini – Corriere della Sera

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