Opinione della Settimana

La scatola nera vale uno sconto del 7% sulla Rc auto

Scatola Nera 2L’Ania annuncia «opposizione». Stretta antifrode: I testimoni aggiunti dopo la denuncia saranno considerati solo se si dimostrerà che non li si conosceva prima. Le altre riduzioni: Chi si rivolgerà a officine convenzionate con le compagnie avrà diritto a risparmiare dal 5 al 10% e il 4% se non cede il credito

Sconti “fissi” sulla polizza Rc auto per chi si fa montare la scatola nera a bordo o accetta di far riparare il veicolo da una carrozzeria convenzionata con l’assicurazione oppure di far valutare da un medico scelto dalla compagnia le lesioni fisiche riportate in un incidente. Però, rispetto alle bozze preparate nelle ultime settimane, il pacchetto Rc auto esce dal Consiglio del ministri “ammorbidito“, presumibilmente per cercare di smorzare le reazioni delle compagnie agli sconti di entità imposta. Smussature anche in alcuni punti della stretta antifrode contro i testimoni di comodo, che comunque resta. Ma la tensione nel settore resta comunque alta, facendo prevedere ulteriori modifiche in sede di conversione in legge. Il tutto dovrebbe incrociarsi con la revisione delle tabelle dei risarcimenti per le lesioni macropermanenti: se ne discute già da mesi in Parlamento e ora non stupirebbe se ci fosse un’accelerazione.

Sul fronte della scatola nera, il nuovo decreto legge modifica il Dl 1/2012 chiarendo che le compagnie non sono obbligate a prevedere polizze che prevedano il montaggio del dispositivo e aggiunge che lo sconto da praticare al cliente in questi casi non deve essere solo «significativo» come stabiliva il Dl 1/2012, ma deve essere come minimo del 7 per cento. Una riduzione minore rispetto al 10% prospettato alla vigilia, ma sempre in contrasto con i princìpi della libertà d’impresa. Per questo, il presidente dell’Ania, Aldo Minucci, ha preannunciato l’«opposizione» delle compagnie, che è prevedibile possa arrivare anche alla Corte di giustizia Ue come fu col blocco tariffario imposto nel 2001.

In ogni caso, le risultanze della scatola nera faranno «piena prova» sulle circostanze dell’incidente e anche il giudice dovrà attenervisi. Ma il Consiglio dei ministri ha corretto il tiro rispetto alle bozze, lasciando un’eccezione quando la parte sfavorita dai dati registrati dall’apparecchio riesce a dimostrare che esso non funzionava.

Contemporaneamente alle critiche sulle nuove regole sulla scatola nera, Minucci ha sollevato il problema delle tabelle dei risarcimenti del danno biologico per le lesioni macropermanenti (cioè con più di nove punti di invalidità), ricordando che questi danni sono oggi la maggior voce di costo nei conti della Rc auto. Il riferimento potrebbe essere interpretato come un’apertura al dialogo sugli sconti per la scatola nera, qualora si arrivasse a varare le nuove tabelle, che taglierebbero i costi.

Criticità analoghe per gli altri sconti previsti dal nuovo decreto legge: 5% (che salirà al 10% nelle aree a maggior rischio di frodi, da individuare con decreto del ministero dello Sviluppo economico) per chi accetta il risarcimento in forma specifica (cioè la riparazione in un’officina scelta dalla compagnia) e 4% per chi s’impegna a rinunciare alla sia facoltà di cedere al carrozziere il proprio credito verso la compagnia. Sono due misure antifrode già più volte dibattute e altrettante volte contestate con forza dalle associazioni degli autoriparatori, quindi si prevede battaglia anche in Parlamento in sede di conversione. Sul fronte della stretta ai testimoni, c’è da segnalare soprattutto il divieto di aggiungerne altri a quelli indicati in sede di denuncia del danno e di richiesta di risarcimento. Ma, rispetto alle bozze, è prevista un’eccezione se si dimostrerà l’impossibilità di identificare il testimone prima di presentare la denuncia. Un’eccezione che potrebbe depotenziare molto la novità.

Aumenta il tempo per il quale occorrerà tenere il veicolo danneggiato a disposizione della compagnia per l’eventuale perizia: oggi è di cinque giorni, col nuovo Dl passa a 10 (comunque meno dei 15 previsti dalle bozze). Passa da due anni a 90 giorni dal sinistro il tempo entro cui va presentata la richiesta di risarcimento. Non sembra invece esserci più la dilatazione dei tempi massimi entro cui offrire il risarcimento, prevista dalle bozze. Occorrerà comunque verificare se ci saranno correzioni in fase di pubblicazione del decreto sulla «Gazzetta Ufficiale».

Lo stesso controllo andrà fatto su un altro punto delicato che sembra essere stato aggiunto in extremis: l’esclusione della garanzia di ottenere il risarcimento qualora il danneggiato non faccia riparare il veicolo.

Autore: Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore (Estratto articolo originale)

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.