Garantire parità di trattamento all’assicurato che cambi compagnia, attraverso l’attribuzione al soggetto già assicurato della medesima classe di rischio presso il nuovo gruppo assicurativo: è la proposta formulata dall’Antitrust al fine di stimolare la mobilità dei consumatori e di aumentare la competizione tra imprese assicurative. A chiederlo è stato oggi il presidente della stessa autorità garante, Giovanni Pitruzzella (nella foto), intervenuto in commissione Bilancio alla Camera.
Il presidente dell’Antitrust mostra apprezzamento per l’avvio del piano del Governo «Destinazione Italia», in materia di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile.
Pitruzzella precisa in particolare che la recente bozza di dl approvata dal Consiglio dei ministri il 13 dicembre «sembrerebbe aver dato forma legislativa ad alcuni dei suggerimenti proposti dall’autorità, con l’obiettivo di garantire che le maggiori efficienze conseguibili dalle imprese siano trasferite ai consumatori in termini di sconti sui premi assicurativi».
Poca mobilità, cambia solo il 15% degli assicurati
Secondo l’Antitrust la mobilità degli assicurati italiani da una compagnia all’altra è ancora scarsa, pari ad appena il 15% all’anno.«Considerando sia le compagnie tradizionali che quelle telefoniche – ha detto Pitruzzella – si osserva come il tasso di mobilità degli assicurati si sia attestato su un valore ancora basso (soprattutto se comparato con altri settori): in media solo il 15% degli assicurati ogni anno decide di cambiare compagnia». Il presidente dell’Antitrust ha precisato inoltre che la clientela delle compagnie telefoniche mostra un tasso di mobilità più elevato rispetto a quelle di tipo tradizionale, il che è indicativo di maggiore sensibilità al prezzo di tali assicurati.
Fonte: Il Sole 24 Ore (Articolo originale)





La foga interventista del signor Pitruzzella è certamente apprezzabile in linea di principio. Tuttavia qualcuno gli spieghi che le classi unificate già esistono e che se la mobilità degli assicurati è elevata tra i clienti delle dirette, web o telefoniche, ed è più bassa tra quelli degli intermediari agenti, forse dipende dal fatto che quel tipo di consumatore preferisce il servizio professionale che solo gli agenti e le loro strutture sono in grado di garantire.
Signor Pitruzzella se ne faccia una ragione!
Il mondo assicurativo dalla aprte degli intermediari ha subito delle vessazioni psicologiche spaventose.
Non ricordo nessun settore economico dell’italia che abbia subito tali angherie, a volte, anche senza senso.
Di sensato trovo solo la carriera di molti e dei tanti che hanno bastonato alla cieca un mondo imprenditoriale che offre lavoro a molte famiglie. Molti dei controllori hanno un conflitto di interesse e sono in conflitto per le cd. parti correlate (vedasi poltrone elargite a man bassa a mogli, figli, nipoti, cognati etc..), nel campo assicurativo che vogliono minare e far saltare per vedere l’effetto che fà!
Questo è un domino, se cade il mondo assicurativo cadranno anche loro con i loro scheletri nell’armadio….