Opinione della Settimana

Carige, ultimatum di Bankitalia sull’aumento

Weekend di lavoro tra Ente e banca. La Vigilanza risponde alla richiesta di rinvio, invitando la fondazione a sollecitare la banca a portare al termine al più presto la ricapitalizzazione

Bankitalia - Palazzo Koch Facciata ImcÈ sempre più serrato il braccio di ferro tra Banca Carige e la Fondazione omonima che detiene il 46,5% delle quote dell’istituto. Intanto, però, viene a galla un documento che metterebbe una croce sulla possibilità, chiesta dall’ente, di rinviare di due o tre mesi l’aumento di capitale fino a 800 milioni (imposto da Bankitalia). Operazione per la quale la banca, giovedì scorso, ha avviato le procedure, arrivando anche a definire il consorzio di garanzia. In effetti, risulterebbe che Francesco Capriglione, uno dei consulenti incaricati dalla fondazione di cercare una soluzione per evitare che, pur non avendo le risorse per coprire la ricapitalizzazione, l’ente diluisca troppo le sue quote in Carige, abbia già chiesto a palazzo Koch la possibilità di allungare i tempi dell’aumento. Ma Bankitalia avrebbe risposto, per iscritto, che occorre proseguire nella ricapitalizzazione, invitando, anzi, la fondazione a sollecitare la banca a portare a termine al più presto l’aumento.

Insomma, una replica tutt’altro che di apertura, destinata a pesare sulle decisioni che il cda e il consiglio di indirizzo dell’ente dovranno prendere domani, giorno in cui entrambi sono convocati. Un gruppo di membri dei due consigli, peraltro, vorrebbe che la fondazione, in qualità di azionista di riferimento di Carige, convocasse un’assemblea straordinaria dei soci, per cambiare il mandato conferito al cda dalla precedente assemblea. Mandato che impone di chiudere l’aumento di capitale entro il 31 marzo 2014. Ora una frangia di consiglieri guidata da Guido Alpa (nel cda) e Andrea D’Angelo (nel cdi) vorrebbe che la nuova assemblea spostasse di due o tre mesi quel mandato, cercando, peraltro, di ottenere questo obiettivo con il placet sia del cda della banca che di Bankitalia.

La fondazione chiede tempo soprattutto per giocare la partita dei suoi diritti di opzione sulle azioni Carige. Diritti il cui valore è attualmente stimato tra i 150 e i 180 milioni. Ma solo a patto di trovare qualcuno disposto a comprarli prima dell’avvio, vero e proprio, dell’aumento. Perché dopo dovrebbero essere negoziati in Borsa e le statistiche su casi analoghi dicono che dimezzerebbero il proprio valore, scendendo a 70-80 milioni.

Da parte di via Nazionale, però, la risposta alle richieste della fondazione sarebbe già arrivata a Capriglione e il cda della banca, guidato da Cesare Castelbarco Albani (presidente) e Piero Montani (ad), non pare affatto intenzionato a tornare sui propri passi.

In effetti, a quanto risulta, il ragionamento dei consiglieri di Carige, con in testa Montani, che non esiterebbe a porre la ricapitalizzazione come pregiudiziale per la sua presenza alla guida del cda, è piuttosto lineare. E parte dal fatto che la delega al consiglio per chiudere l’aumento entro marzo è stata inserita nello statuto sociale della banca, all’articolo 5. Statuto che può essere modificato solo dopo il via libera di palazzo Koch. Attualmente, dunque, appare “impensabile“, al cda di Carige, che Bankitalia accetti di modificare quell’articolo, sconfessando tutto ciò che ha scritto all’istituto prima e dopo l’ispezione che l’ha condotta a chiedere con fermezza la sua ricapitalizzazione. Ricapitalizzazione che, tra l’altro, è già stata rinviata perché avrebbe dovuto essere portata a compimento, secondo i primi desiderata di via Nazionale, entro il 31 dicembre 2013, con piano industriale pronto entro il 31 ottobre. L’attuale cda ha già ottenuto di consegnare il piano entro il 24 marzo e di arrivare all’aumento entro la fine di quel mese. E tanto basta, per ora, ai consiglieri di Carige, consci di dover ascoltare certamente la voce dell’azionista di maggioranza ma di avere anche l’obbligo di tutelare i piccoli azionisti della banca.

Autore: Raoul de Forcade – Il Sole 24 Ore (Articolo originale)

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