Senza patente era finito fuori strada ma avrebbe dichiarato che alla guida c’era il fratello
Su quell’auto non sarebbe mai dovuto salire. Ma nemmeno l’incidente, gravissimo, che gli è costato l’invalidità, lo avrebbe spinto a cambiare, a maturare. Tanto da pensare di guadagnare soldi sulla sua stessa tragedia e chiedere alla compagnia di assicurazione un risarcimento danni di 2 milioni di euro. Una richiesta esorbitante che si è scontrata con le indagini della polizia stradale, che nel ricostruire la dinamica dell’incidente avrebbe scoperto come al volante di quell’auto, quella sera, non si trovasse il fratello del ragazzo rimasto ferito, come dichiarato invece in ospedale.
E così per entrambi i ragazzi, D.M. di 24 anni e M.M. di 27, è scattata la denuncia a piede libero per tentata truffa. Con l’aggravante che il ragazzo rimasto ferito nell’incidente, e che quella sera si sarebbe trovato da solo in auto, non avrebbe potuto guidare in quanto la patente gli era stata ritirata poco tempo prima per guida in stato d’ebbrezza.
L’ennesima operazione della polizia stradale contro le truffe alle assicurazioni arriva proprio dal capoluogo e vede protagonisti due fratelli. Almeno secondo quanto ricostruito dagli agenti, con i riflettori puntati su quanto accaduto in una fredda sera dell’inverno 2013. Sera in cui D.M., al quale era stata ritirata la patente perché risultato positivo all’alcool test, avrebbe preso la macchina ed incurante delle conseguenze se ne sarebbe andato in giro per le strade della provincia. Un’uscita che ha pagato a caro prezzo. Quella stessa sera, infatti, il giovane avrebbe perso il controllo dell’auto finendo fuori strada e riportando lesioni gravissime alle gambe. Un incidente che poteva costargli la vita e di fronte al quale, per paura di passare ulteriori guai, avrebbe chiamato la madre e il fratello per farsi soccorrere. Madre e fratello che, giunti sul posto insieme ad un amico del giovane, avrebbero concordato di fornire in ospedale una versione diversa dalla realtà, sostenendo che alla guida dell’auto ci fosse il fratello della vittima, rimasto miracolosamente illeso.
Ma non solo. Perché a quel punto i due ragazzi devono aver pensato che tutto sommato da quella disgrazia potevano ricavare una fortuna. Tanto da avanzare alla compagnia di assicurazione una richiesta di risarcimento danni di 2 milioni di euro a ristoro delle gravi lesioni riportate da D.M. nel sinistro che gli avrebbero di fatto tolto l’uso delle gambe. Una richiesta di risarcimento danni esorbitante, che si è scontrata con le indagini della polizia stradale, immediatamente insospettita dalla versione fornita dai due fratelli. Tanto che al termine dei controlli del caso gli agenti avrebbero scoperto l’inganno, denunciando i due giovani per tentata truffa ai danni della compagnia di assicurazione. Ma le denunce potrebbero anche aumentare. Al momento, infatti, è al vaglio di investigatori ed inquirenti anche la posizione della madre e dell’amico dei due giovani.
Autore: Alessia Marconi – Il Tempo (Articolo originale)



