Opinione della Settimana

Va in porto il bond di Poste Vita da 750 milioni

Poste Vita HiResPoste Vita, il ramo assicurativo di Poste Italiane, ieri ha collocato sul mercato 750 milioni di euro di bond a cinque anni subordinati del tipo Tier 2, come previsto dalla direttiva Ue Solvency I. Il bond ha avuto un buon successo: i global coordinator e joint bookrunner Banca Imi, Barclays, Mediobanca e Unicredit e gli altri joint bookrunner Citi, JpMorgan e SocGen hanno raccolto ordini per oltre 3 miliardi di euro, tanto che lo spread di rendimento si è ridotto a 215 punti base sopra il mid swap dai 235 ipotizzati all’inizio del collocamento. Come spiegato nel bilancio 2013, l’emissione subordinata è stata deliberata «al fine di sostenere lo sviluppo commerciale atteso per il prossimo triennio e mantenere al tempo stesso un solvency ratio nell’ordine del 120% fino all’entrata della nuova normativa Solvency II».

L’emissione ha un rating BBB di Fitch (contro un rating corporate di BBB). Il rating relativo ai bond subordinati è stato confermato nei giorni scorsi dall’agenzia internazionale, che ha anche confermato il rating senior a BBB+ e ha migliorato l’outlook da negativo a stabile. L’iniziativa di Fitch è conseguente alla recente conferma del rating e miglioramento dell’outlook assegnati alla controllante Poste Italiane (rating BBB+ e outlook stabile) e allo Stato italiano (anche qui BBB+ e outlook stabile). Fitch infatti precisa che Poste Vita distribuisce i prodotti assicurativi tramite gli sportelli di Poste Italiane e il suo sistema di gestione del rischio è integrato con quello della casa-madre. Più nel dettaglio, il patrimonio di Poste Vita viene gestito da Poste a livello di gruppo.

La compagnia ha chiuso il 2013 con una raccolta di oltre 13,2 miliardi (+25,3% rispetto al 2012) e un risultato lordo consolidato di 506,6 milioni (dai 449,9 del 2012). Il risultato netto è invece sceso da 273,4 a 256,1 milioni per effetto delle novità fiscali introdotte lo scorso novembre, che in particolare hanno previsto un’addizionale Ires dell’8,5% per il 2013 con un maggior onere fiscale di circa 50 milioni. Quanto alla solvibilità del gruppo, a luglio e a dicembre 2013 sono state perfezionate due operazioni di aumento del capitale della capogruppo Poste Vita, entrambe sottoscritte dalla controllante Poste Italiane, per un totale di 350 milioni e il solvency ratio su base consolidata si è attestato così al 122% dal 117 dell’anno prima.

Autore: Stefania Peveraro – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

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