Opinione della Settimana

«Axa resterà socia e partner del Monte»

La scommessa sull’Italia: nel 2013 investiti altri 4 miliardi in titoli di Stato del Paese: l’esposizione è a 20,1 miliardi, il 10% del totale di titoli governativi

Henry de Castries (3) ImcAxa aumenta di 4 miliardi di euro la propria scommessa sull’Italia. Nel 2012 il gruppo francese aveva in portafoglio titoli di stato italiani per 16,2 miliardi di euro, con plusvalenze potenziali lorde per 332 milioni, mentre a fine 2013 deteneva titoli di stato italiani per 20,1 miliardi di euro con plusvalenze potenziali per oltre 1 miliardo di euro. Insomma, dei 215 miliardi investiti dal colosso francese in bond governativi il 10% è in Italia, il doppio di quanto puntato sugli Stati Uniti, dove Axa registra 11,3 miliardi di ricavi vita e risparmio. «Ci siamo mossi prima di molti altri investitori, a scommettere sull’Italia, due anni fa quando i tassi dei Btp erano al 5-6%», ha spiegato ieri Henri de Castries (nella foto), presidente e amministratore delegato del gruppo Axa in un incontro a Bordeaux con i media internazionali. «Lo abbiamo fatto nel pieno della crisi del debito sovrano in ragione di un serio programma di riforme avviato dal governo Monti. Abbiamo realizzato importanti plusvalenze potenziali su quegli investimenti e non abbiamo intenzione di vendere, siamo ottimisti sul Paese e sull’Europa ma restiamo vigili: la nostra fiducia sull’Italia, sui piani di riforme di Mario Monti, prima, e di Enrico Letta e Matteo Renzi, poi, è legata alla capacità di fare le riforme annunciate». La posizione di Axa «non fa distinzione fra destra e sinistra», ha sottolineato il manager che ha guidato il gruppo francese a 4,5 miliardi di euro di profitti netti nel 2013, ma pesa la differenza «fra azione e inazione: quello che è stato detto deve essere realizzato». Una posizione, presa da uno dei maggiori investitori al mondo con oltre 1100 miliardi di euro di asset in gestione, che riguarda anche la partecipazione strategica in Mps, di cui Axa è azionista con il 3,72% e di cui il gruppo francese seguirà l’aumento di capitale con un esborso di circa 180 milioni. «Abbiamo un importante accordo operativo con Mps, sia nel settore vita sia nel settore danni, e la joint venture bancassicurativa Axa Mps funziona molto bene», ha sottolineato de Castries. Come «azionisti del gruppo, supportiamo il management Fabrizio Viola e Alessandro Profumo e siamo pronti a fare la nostra parte di aumento di capitale per garantire alla banca una governance chiara e trasparente». «I danni del passato vengono da una governance non chiara» e la fiducia di Axa, «che non aumenterà la propria partecipazione ma sottoscriverà l’emissione da 5 miliardi pro-quota, è riposta anche sulla capacità che Banca d’Italia e vigilanza esercitino la loro autorità» nel monitorare il rafforzamento della governance. È possibile che Axa si aggiunga in futuro al patto di sindacato cui fa capo il 9% del capitale e la quota residua della Fondazione Mps? «No, per ragioni regolamentari legate alla presenza importante di Axa negli Stati Uniti, non vogliamo prendere parte ad accordi parasociali su partecipazioni bancarie, ma questo non significa che non si possa lavorare insieme» alla Fondazione e agli altri soci. Una compagine azionaria, forse destinata a cambiare da lunedì con l’avvio della ricapitalizzazione, in cui il peso e ruolo di Axa rimarranno inalterati.

Nel frattempo in Italia, dove il gruppo è presente con la compagnia tradizionale Axa Assicurazioni e con la joint venture bancassicurativa Axa Mps, realtà che non possono essere socialmente integrate, la compagnia ha annunciato una riorganizzazione su un modello di consorzio che metterà a fattore comune alcune attività, manager, piattaforme informatiche e uffici, rafforzando le sinergie fra le società. Il nuovo gruppo assicurativo Axa Italia, guidato da Frédéric de Courtois, si presenta peraltro al mercato con conti 2013 in forte crescita per ricavi e margini: il 2013, a perimetro omogeneo, chiude con una raccolta premi in crescita del 12% a 6,3 miliardi di euro e un utile consolidato in crescita di circa il 30% a 324 milioni di euro (rispetto al dato pro forma 2012 di 250 milioni di euro), con una contribuzione di 138 milioni da parte di Axa Assicurazioni e di 186 milioni da parte di Axa Mps.

Performance che rafforzano l’andamento positivo del gruppo in questo avvio del 2014, in uno scenario mondiale in cui Axa prevede un’accelerazione nel corso del 2014 dell’economia mondiale, con una crescita del Pil globale dal 3% al 3,6%, un’inflazione moderata in Europa (0,9%) e un progressivo indebolimento dell’euro sul dollaro. Uno scenario distante dalla crisi del 2011 ma che vive di quell’esperienza con impatti regolamentari importanti e un rafforzamento della vigilanza sugli investimenti delle assicurazioni. L’autorità europea Eiopa, che nelle settimane scorse ha lanciato un allarme sull’eccessiva esposizione dei gruppi assicurativi ai bond sovrani, ha chiesto in questi giorni misure correttive alle compagnie europee: una maggiore diversificazione del portafoglio di titoli di stato, per ridurre la volatilità degli attivi, e un incremento dei margini di solvibilità in relazione alla dimensione del portafoglio in titoli governativi, asset class non più considerata free risk dall’autorità europea delle assicurazioni.

Autore: Alberto Grassani – Il Sole 24 Ore

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