
Emerge tanta cautela dall’analisi degli investimenti europei nel 2013 realizzata da Mercer
Investitori previdenziali italiani, tedeschi e norvegesi alla larga dalle azioni. È quanto emerge dalla ricerca europea della società di consulenza internazionale Mercer. «La nostra indagine ha raccolto informazioni in 15 Paesi europei su oltre 1.200 investitori previdenziali che gestiscono oltre 850 miliardi di euro», ricorda Marco Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia. La novità della ricerca, giunta alla dodicesima edizione, è proprio il nostro Paese. «I risultati forniscono una panoramica completa delle tendenze nell’asset allocation in tutto il settore dei fondi pensione europei – spiega Luca De Biasi, principal e responsabile investimenti in Mercer Italia –. Il cambiamento principale nei partecipanti all’indagine di quest’anno è l’inclusione dell’Italia. Gli investitori italiani coinvolti gestiscono complessivamente circa 31 miliardi di euro».
Azioni al lumicino
Germania dunque ultima in classifica per possesso di titoli azionari nel portafoglio dei fondi pensione: i tedeschi sono a quota 14%; penultimi i norvegesi (22%) e terzultimi gli italiani (23%). Agli antipodi invece vi sono gli investitori previdenziali del Belgio (45%) seguiti da irlandesi (44%) e svedesi (43%). «I player italiani evidenziano un atteggiamento di maggiore prudenza con un’esposizione sul mercato azionario inferiore rispetto alla media del 34%». L’analisi azionaria non finisce qui. Infatti Mercer va in profondità e differenzia anche gli investimenti domestici da quelli non domestici: gli italiani infatti sono poco esposti su azioni del proprio Paese (8%) rispetto alla media (13%) mentre hanno in portafoglio il 15% di azioni non domestiche (la media di tutti i fondi pensione Ue è del 21%). I più legati ai colori nazionali nell’azionario sono i francesi (22%) mentre danesi, finlandesi e tedeschi sono quelli meno fidelizzati all’equity domestico e oscillano dal 3 al 5%.
Abbuffata di bond
In area obbligazionaria, l’Italia è a quota 60% contro una media del 52%. Se poi si va a vedere il dettaglio degli investimenti in bond, gli investitori previdenziali del nostro Paese hanno concentrato il 55% del loro “tesoro” in titoli di Stato italiani contro una media Ue del 33%: in tale ambito però ci battono danesi (71%), spagnoli (75%) e svedesi con addirittura l’86% di bond governativi nazionali. Dove invece spicca sempre il Belgio che ha investito soltanto il 3% della parte obbligazionaria in titoli di Stato nazionali e ben il 55% (contro una media del 4%) in bond governativi non domestici. Un vero caso quello belga.
Le future strategie
E quali sono le prospettive future? Dai risultati delle indagine Mercer emerge una riduzione del peso delle azioni domestiche: «Ciò riflette il desiderio di diversificare il portafoglio growth riducendo l’esposizione alla volatilità del mercato azionario». Allo stesso tempo vi è un incremento nel tempo dell’allocazione in obbligazioni corporate (domestiche e non) e obbligazioni governative “non domestiche“.
Autore: Vitaliano D’Angerio – Plus24 (Estratto articolo originale)



