Opinione della Settimana

Controlli su Rc auto bloccati dai costi

Collegamenti telematici inibiti. Rimane complicato per la mancanza di fondi anche il pagamento delle visure da parte degli stessi organi di polizia

Telecamere - Controllo traffico - Lettore targhe ImcLa guerra annunciata contro l’evasione della Rc auto rischia di finire già alle prime schermaglie. Per mancanza di soldi: le forze dell’ordine potranno consultare l’archivio delle polizze solo sul web, come un qualsiasi cittadino. Dunque, niente collegamenti telematici dedicati come quelli che consentono di individuare i proprietari dei veicoli cui spedire le multe.

Il problema si profilava sin da febbraio, quando l’archivio – istituito e gestito dalla Motorizzazione con i dati provenienti dall’Ania – è entrato a regime.

Ora diventa ufficialmente noto a tutte le forze dell’ordine, con la circolare del ministero dell’Interno protocollata il 10 giugno col numero 300/A/42/46/14/101/20/21/7, che riporta in allegato una nota della Motorizzazione con la spiegazione del problema.

Dunque, tutti i collegamenti telematici dedicati hanno un costo. La Motorizzazione non ha risorse per coprirlo e lo ha fatto presente già da subito. Resterebbe una sola possibilità: il pagamento delle visure da parte degli organi di polizia che li effettuano. Cioè lo stesso schema da sempre attuato per la notifica dei verbali, attraverso convenzioni con i singoli organi (specie quelli di maggiori dimensioni) o con il polo Ancitel (presso cui si appoggiano molti Comuni, specie piccoli e medi).

Ma le risorse mancano per tutti. Quindi, niente collegamenti dedicati e archivio inutilizzabile con modalità efficaci.

In prospettiva, ciò rende problematica l’attuazione dei controlli automatici della copertura assicurativa sui veicoli in transito, che è prevista dall’articolo 31 del Dl 1/12 e giuridicamente sarà possibile quando il ministero delle Infrastrutture avrà approvato le apparecchiature di rilevazione.

La vicenda dei controlli sulla Rc auto è solo uno dei tanti problemi aperti dalla carenza di fondi per la Motorizzazione. Nell’ultimo decennio, il fenomeno ha preso dimensioni tali da far moltiplicare i disservizi. Proprio ieri il senatore Marco Filippi (Pd) ha presentato un’interrogazione sulla carenza di targhe, che perdura nonostante il Poligrafico dello Stato abbia assicurato di aver ripristinato la produzione prima tagliata per mancanza di fondi. L’Unasca (la principale associazione delle agenzie di pratiche auto) denuncia che a Livorno le targhe mancano completamente da oltre 15 giorni, mentre a Brescia e Verona sono in via di esaurimento.

A questo si aggiungono problemi di personale, che impediscono di tenere aperti alcuni uffici provinciali per l’intero orario ufficiale e di garantire esami per la patente, revisioni di mezzi pesanti e ispezioni su autoscuole e officine private autorizzate alle revisioni.

La riforma della pubblica amministrazione, che dovrebbe essere varata oggi, sembra affrontare quest’ultimo problema: nelle bozze fatte circolare sinora è prevista per la Motorizzazione l’assunzione di 150 ingegneri, cioè delle figure professionali che per ordinamento devono effettuare revisioni, ispezioni e – in parte – esami.

Autore: Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore

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