Opinione della Settimana

Rc auto: il festival delle procedure conciliative mette fuori strada gli indennizzi

(Autore: Filippo Martini – Quotidiano del Diritto)

Sette procedure per un “calvario”. E per la Rc auto il risarcimento potrebbe diventare un “miraggio” se le parti hanno tempo e voglia di litigare. Infatti, con il Dl giustizia (il n. 132 del 2014) – approvato dal Governo Renzi e ora all’esame del Senato (As 1612) per la conversione – la vittima di un sinistro stradale avrebbe davanti a se un “ventaglio” di procedure conciliative, di cui alcune obbligatorie, da trasformare il contenzioso in una sorta di “rompicapo”.

Ed è festival delle procedure

L’articolo 2 del Dl n. 132 del 12 settembre 2014, intitolato “Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione e altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile” ha introdotto nel nostro ordinamento una figura di Adr del tutto nuova per la sua configurazione e per l’opportunità che si propone di offrire alla collettività e all’utenza del sistema giustizia nel nostro Paese – ha istituito come è noto la procedura di negoziazione assistita. L’obiettivo è di disincentivare il ricorso primario al giudice attraverso una convenzione di negoziazione assistita che consiste in un accordo mediante il quale le parti «convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati iscritti all’albo».

L’unica controindicazione, però, che in tema di risarcimento del danno da sinistri stradali, ci pare che il Dl “Giustizia” segni il passo, ponendosi in evidente contraddizione e contrasto con l’impianto normativo esistente. Come si può vedere dalla tabella pubblicata qui sotto, il cittadino vittima di un sinistro – con le nuove regole, che prevedono l’obbligatorietà della negoziazione assistita prima di andare davanti al giudice – dovrebbe passare attraverso diverse procedure conciliative per poi approdare davanti alle Corti per vedersi riconosciuto l’indennizzo dovuto.

Rc Auto - Procedure (2) IMC

Le novità del decreto giustizia

L’articolo 3 del Dl 132/2014, infatti, pone l’espletamento della negoziazione assistita come condizione di procedibilità per l’esercizio dell’azione giudiziaria con oggetto il risarcimento da incidente stradale: «L’esperimento del procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza».

Le osservazioni

La relazione illustrativa del provvedimento afferma che l’obbligatorietà della negoziazione assistita sarebbe finalizzata ad «accrescerne l’efficacia in chiave deflattiva e (per la diversità delle materie) in funzione complementare alla mediazione».

Quello che il provvedimento – che rende obbligatorio l’esperimento di tale strumento di trattativa assistita precontenziosa – non considera è che nel nostro ordinamento esiste già una disciplina speciale che impone alle parti coinvolte in un sinistro stradale (il danneggiato e l’assicuratore del responsabile civile) di svolgere una procedura ben regolamentata a livello normativo e per di più esercitata sotto controllo di una pubblica autorità (l’Ivass).

Infatti, sia che il sinistro stradale abbia causato solo danni materiali, ovvero lesioni di lieve entità (fino al 9% di danno biologico), sia che le menomazioni siano invece gravi, il Legislatore del codice delle assicurazioni ha chiaramente disciplinato tempi e modi di una trattativa che deve rispettare non solo una tempistica rigorosa, ma avere anche dei chiari contenuti di collaborazione e diligenza delle parti in conflitto con lo scopo proprio di evitare la via contenziosa per la soluzione della controversia.

Il risarcimento

La procedura di “risarcimento diretto” (articoli 149 e 150) e quella di risarcimento ordinaria per le lesioni gravi (articolo 148 del codice delle assicurazioni) pongono termini e modi di gestione del sinistro, con oneri sia in capo all’ufficio liquidativo dell’impresa di assicurazione debitrice, sia in capo alla stessa vittima che deve dare piena collaborazione per consentire l’istruttoria del caso e la valutazione congrua del danno.

L’opera di trattazione e gestione tecnica dell’assicuratore è monitorata dalla pubblica autorità che, in caso di ritardi o di errata valutazione del caso, è tenuta a comminare sanzioni amministrative a carico del soggetto debitore che abbia agito con ritardo o negligenza.

Esiste già, insomma, una attività che altro non è che una negoziazione tecnica (l’ufficio di liquidazione dell’assicurazione da una parte e il patrocinatore della vittima dall’altra) che risponde ai criteri sollecitati dalla normativa in argomento e, pertanto, non si comprende l’esigenza di un’ulteriore procedura sovrapposta a quella già espletata in forza del vincolo normativo previsto dal codice.

Quanto poi all’intento deflattivo, la novella (che certamente potrà avere ruolo in altri settori) ci pare si risolva invece, proprio nel contesto della Rc auto, in un ulteriore appesantimento procedurale a carico della vittima di un sinistro stradale e un non necessario aggravamento di costi.

Le distorsioni del sistema

Non senza considerare alcuni aspetti di palese e insanabile contraddizione con l’attuale sistema normativo. Si è già detto sopra che il Dpr 254/2006 (che regola la procedura di risarcimento diretto) esclude che la parte danneggiata abbia necessità dell’assistenza legale del proprio avvocato (non riconoscendone il costo come danno risarcibile). È palese allora l’incongruenza di un sistema che, da un lato esclude la consulenza dell’avvocato e, dall’altro, la pone come necessaria nella stessa vicenda per l’espletamento della procedura di negoziazione.

Invero, ci è già capitato di sostenere su queste pagine (a proposito dell’abrogata obbligatorietà della mediazione per il settore Rc auto) che l’alta conflittualità che caratterizza il comparto sia determinata in parte dall’alta casistica di sinistri stradali (il parco auto nazionale è ai limiti della saturazione) e in parte da fenomeni speculativi o fraudolenti che caratterizzano l’aspetto più critico del problema.

Il nostro sistema di conflittualità da Rc auto vive già oggi e da tempo di una regolamentazione ben collaudata ed efficace e, pur condividendo l’intento della novella oggi introdotta, riteniamo che un ulteriore strumento di negoziazione obbligatoria costituisca un inutile appesantimento di procedure e di costi a carico di tutti gli operatori del settore.

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