
(Autore: Piercarlo Fiumanò – Il Piccolo)
Verso l’annullamento dell’assemblea del 14 ottobre: un cda dovrà scegliere il sostituto. L’addio di Balbinot ai dipendenti
Grandi soci delle Generali a consulto per trovare il sostituto di Paolo Scaroni. I primi contatti informali sono stati già avviati per individuare un nome in grado di compensare l’uscita del manager che faceva parte della lista di maggioranza come consigliere indipendente. I tempi potrebbero essere veloci. L’ex ad dell’Eni, avviato verso un incarico di peso in Banca Rotschild, era anche presidente del Comitato per la remunerazione e membro del Comitato per le nomine e la governance di Generali. L’assemblea del Leone convocata per il 14 ottobre, che avrebbe dovuto decidere sul reintegro dell’ex ad dell’Eni dopo l’autospensione del maggio scorso in seguito alla condanna in primo grado per l’inquinamento della centrale di Porto Tolle, di fatto è ormai inutile. É probabile che già nelle prossime ore parta la convocazione del cda per formalizzare l’annullamento dell’assemblea. Le dimissioni di Scaroni hanno tolto le castagne dal fuoco dopo che si era creata un evidente spaccatura fra i grandi soci italiani (favorevoli a confermare il consigliere) e i fondi di investimento internazionali contrari alla riconferma. Ora bisogna scegliere da statuto l’undicesimo consigliere. Per il presidente Gabriele Galateri il manager dimissionario aveva «una notevole esperienza acquisita in società di livello internazionale». Sulla base di questo identikit i soci dovranno individuare il sostituto che dovrà essere cooptato in consiglio nella prossima assemblea di aprile.
In settimana si è creata un’altra uscita importante nel gruppo triestino. Il passaggio di Balbinot ad Allianz è stato vissuto a Trieste con grande sorpresa. Il saluto l’altra sera del Marco Polo delle Generali ai dipendenti, da oltre 30 anni nel gruppo, ha avuto momenti di vera commozione. Quello di Balbinot, oggi anche presidente dell’Associazione delle compagnie europee, è un addio storico. Così lo descrisse in assemblea l’ex presidente Antoine Bernheim: «É una splendida persona ma ha un solo difetto: è talmente gentile e buono che crede che il genere umano sia gentile». Balbinot, molto impegnato in attività di solidarietà, nel 2010 rinunciò a quasi 1 milione di bonus per devolverli in beneficenza. Nominato da Greco Chief insurance officer, ha lavorato «intensamente» per due anni al fianco del Ceo senza viverlo come un ridimensionamento. Ma di fatto una bella differenza per l’ex amministratore delegato top-player abituato a girare il mondo e che in un anno riusciva a fare anche sette viaggi in Cina: «Più si gira il mondo e più ci si avvicina alla comprensione della mentalità e della cultura delle persone con cui si lavora», ci disse in un intervista.
Il top manager tarvisiano che conosce cinque lingue (in primis il tedesco) e ha costruito lo sbarco delle Generali in Cina ha preso così al volo l’offerta di Allianz per un ruolo di grande prestigio: il business assicurativo dell’area dell’Europa occidentale e meridionale per il gruppo tedesco. Significa Italia, Francia, Benelux, Grecia, Turchia. Inoltre entrerà nel consiglio di gestione (Vörstand) del colosso tedesco come era già accaduto a un altro triestino d’adozione, l’ex capo di Allianz Spa (e poi di Intesa SanPaolo) Enrico Cucchiani. A questo punto Greco dovrà scegliere il sostituto di Balbinot in linea con i criteri di standing internazionale che lo hanno ispirato sino a qui.
Il passaggio a sorpresa di Balbinot ad Allianz è decisamente un bel colpo di mercato del colosso tedesco. Non l’unico sull’asse Trieste-Monaco. C’è chi ricorda il percorso inverso di Nikhil Srinavasan, nato a Delhima e cittadino di Singapore, con un passato proprio ad Allianz, nominato da Greco capo degli investimenti e presidente di Generali Real Estate. Senza dimenticare Alessandro Marchionne, il nuovo «contadino» delle Generali che ha lasciato la direzione generale della “tedesca” Agricola San Felice per diventare amministratore delegato di Genagricola.
Greco sin qui ha scelto manager di livello internazionale cambiando completamente la “vecchia” squadra dell’ex Ceo Perissinotto. Da qui l’arrivo di Alberto Minali (già con Greco in Ras e in Eurizon) alla guida della finanza e di Philippe Donnet (carriera nella francese Axa e discepolo di un nume della finanza francese come Claude Bebear) scelto alla guida dell’Italia. Fra le nomine che valorizzano le risorse interne c’è stata quella del Chief Risk Officer, Sandro Panizza, di Luciano Cirinà al timone dell’Est Europa, del triestino Giovanni Liverani promosso capo di tutta l’area Emea (European, Middle East e Africa), di Antonio Cangeri, responsabile degli affari legali e societari, di Paolo Vagnone, capo delle linee di business globale e di Santo Borsellino, ceo di Generali Investments Europe.
Gli analisti si interrogano sul dopo-Balbinot. Banca Akros ritiene che «la sostituzione non sarà semplice» ma «abbiamo fiducia nella capacità di Generali di selezionare manageral top che sapranno rafforzare la quota di mercato del gruppo». Equita sottolinea il momento delicato in cui sono avvenute le dimissioni di questo manager storico con il nuovo corso di Generali appena all’inizio e che sta dando i primi risultati concreti.



