Opinione della Settimana

Polizze, quanto vale la formula del premio unico

Classifiche premi unici - I Premi (CorrierEconomia 15.12.2014) Imc(Autore: Roberto E. Bagnoli – CorrierEconomia)

I risultati della ricerca dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza. Sotto esame le coperture che prevedono la «rendita immediata». Mettere al sicuro una cifra importante e ottenere in cambio una pensione. Senza il rischio di perderci

Un investimento a basso rischio e in un’unica soluzione. Offre rendimenti di tutto rispetto, ma un paracadute sempre più ristretto: in alcuni prodotti, anzi, non esiste proprio. Pagando un premio unico di 100 mila euro, in caso di decesso o riscatto al sesto anno un 58enne può garantirsi un capitale finale che va dai 109.306 euro con Risparmio Più di Crédit Agricole Vita ai 94.304 (quindi un importo inferiore a quello versato) con Valuta Reale Vita Intera di Reale Mutua. La prima è in testa con 9,3 punti su dieci in una pagella finale basata sui rendimenti e le caratteristiche del prodotto, seguita con 8,6 da Perinvestimento più valore di Cattolica Previdenza.

Terza puntata

Dopo le rivalutabili e le temporanee caso morte (pubblicata il 24 novembre scorso), l’Istituto tedesco qualità e finanza, specializzato nell’analisi e comparazione di prodotti assicurativi e finanziari, in esclusiva per CorrierEconomia ha passato al setaccio altre due tipologie di polizze vita: le coperture a vita intera a premio unico e quelle di rendita immediata, anch’esse a premio unico (vedi altro articolo in questa pagina). Il confronto, che l’Istituto effettua da anni anche in Germania, offre un aiuto nella scelta del prodotto più conveniente, o comunque più adatto alle proprie esigenze, in una gamma molto ampia. Le polizze a vita intera hanno una durata pari a quella dell’assicurato (da qui il nome); il contratto si risolve in seguito al suo decesso oppure al riscatto, possibile dopo un certo periodo dalla sottoscrizione con penalizzazioni via via decrescenti. Le polizze di questo tipo permettono di accantonare un capitale attraverso un solo versamento iniziale. I premi confluiscono in una gestione rivalutabile, che investe prevalentemente in titoli di Stato; la compagnia garantisce comunque il consolidamento dei risultati (in base a cui le performance ottenute vengono definitivamente riconosciute al sottoscrittore) e, in alcuni casi, anche un rendimento minimo annuo. Delle dieci polizze analizzate, cinque lo prevedono (dall’1,75% allo 0,5%), anche se a volte solo in determinate ipotesi, generalmente in caso di decesso dell’assicurato. Altre cinque, invece offrono solo il consolidamento delle performance.

Nella maggior parte dei casi il portafoglio è composto soprattutto da titoli a tasso fisso sottoscritti in passato, che garantiscono ancora generose cedole: grazie a questo, i fondi offrono rendimenti piuttosto interessanti. Negli ultimi cinque anni, sono andati dal 4,9% del migliore (Valuta Reale Vita Intera di Reale Mutua) al 3,5% di Easyway new di Aviva. La polizza di Reale Mutua, insomma, compensa un paracadute più ristretto in caso di decesso o riscatto con performance effettive di tutto rispetto. La valutazione finale espressa dall’Istituto tedesco qualità e finanza tiene conto di quattro parametri. Quelli che pesano di più sono il capitale garantito in caso di riscatto al sesto o al diciottesimo anno e il rendimento medio annuo effettivo fra il 2009 e il 2013 (ultimo dato disponibile), che incidono rispettivamente con il 60% e 20% sul voto in pagella. Un altro 10% viene attribuito valutando la flessibilità delle condizioni contrattuali, cioè il premio minimo, la possibilità di effettuare riscatti parziali e versamenti aggiuntivi, cedere il contratto ad altri o convertire il capitale in una rendita vitalizia. L’ultimo parametro, che pesa anch’esso per il 10%, è rappresentato infine dalla solidità finanziaria della compagnia, attribuita con la valutazione del credito o il rating della compagnia o del gruppo di appartenenza.

Classifiche premi unici - CorrierEconomia 15.12.2014 Imc

Alternative

A chi dispone di una somma consistente da investire i prodotti di questa categoria offrono un’interessante alternativa. Prima della sottoscrizione, però, nel Fascicolo informativo bisogna verificare attentamente le prestazioni garantite, i rendimenti effettivi nei cinque anni precedenti, le penali previste in caso di riscatto e infine i costi, che possono essere rilevanti. Al pari delle altre polizze vita, anche quelle a vita intera mantengono alcuni vantaggi fiscali e legislativi, drasticamente ridotti rispetto al passato.

I premi sono detraibili dall’Irpef sino a un massimo di 530 euro (contro i 1.291 previsti sino all’anno scorso); l’agevolazione riguarda però solo la quota di premio relativo alla copertura contro il rischio di morte. I capitali ottenuti non possono essere sequestrati e pignorati, e attualmente le somme liquidate in caso di decesso dell’assicurato non sono tassate in alcun modo. La bozza della legge di Stabilità in discussione in Parlamento prevede però un giro di vite anche su questo versante: se la norma verrà confermata, infatti dal primo gennaio 2015 saranno tassate le plusvalenze delle polizze incassate dagli eredi o dal beneficiario in caso di decesso dell’assicurato.

Ecco come si sono formati i giudizi sui prodotti

Versare un bel gruzzolo per garantirsi, da subito, una rendita fino a quando si è in vita: o, quantomeno, per un periodo minimo di tempo. Così, per esempio, con un premio unico di 50 mila euro un sessantacinquenne può accantonare una rendita annua che va dai 2.459 euro di Pensione Presente New di Cattolica ai 2.189 euro di Pensione immediata di Generali. Versando 100 mila euro in una botta, invece, un sessantasettenne potrà contare su un futuro più tranquillo con un’entrata aggiuntiva compresa fra i 5.410 euro di Risparmio Rendita di UnipolSai e i 4.711 di Pensione Immediata di Generali.

Le polizze vita di rendita immediata a premio unico, analizzate per CorrierEconomia dall’Istituto tedesco qualità e finanza, rappresentano un’interessante opzione per chi dispone di una somma consistente e vuole cautelarsi contro il «rischio» di vivere troppo a lungo. Di fronte a una vita media che avanza sempre di più, infatti, un capitale potrebbe prosciugarsi troppo presto. In questi prodotti, invece, il rischio demografico viene assunto dalla compagnia. Per evitare una perdita in caso di prematura scomparsa dell’assicurato, l’analisi comprende la variante della rendita certa per dieci anni, e che al termine di questo periodo diviene vitalizia. In pratica, se l’assicurato vive a lungo, sarà versata a lui; in caso di decesso nei primi dieci anni, invece, per questo periodo verrà liquidata a un beneficiario da lui designato.

In alternativa alla rendita certa è stata considerata anche quella con controassicurazione, che prevede cioè la restituzione al beneficiario del montante residuale esistente al momento del decesso dell’assicurato (è il caso di Pensione immediata di Generali). Per questa tipologia di polizza sono stati considerati cinque prodotti. Anche in questo caso i premi confluiscono in una gestione rivalutabile, che investe prevalentemente in titoli di Stato (soprattutto a tasso fisso) che, grazie alle buone cedole, offrono rendimenti interessanti. Fra il 2009 e il 2013, quelli medi annuali sono oscillati dal 4,9% di Valuta Reale Rendita immediata di Reale Mutua al 3,6% di Risparmio Rendita di UnipolSai. Le polizze garantiscono comunque un rendimento minimo annuo compreso fra il 2% e l’1%.

La valutazione finale espressa dall’Istituto tedesco qualità e finanza vede in testa la polizza di Reale Mutua, con un punteggio di 8,8 su dieci, e anche in questo caso tiene conto di quattro parametri. Quelli che pesano di più sono la rendita annua garantita e il rendimento medio annuo effettivo fra il 2009 e il 2013 (ultimo dato disponibile), che incidono rispettivamente con il 60% e 20% sul voto in pagella. Un altro 10% viene dalla flessibilità delle condizioni contrattuali: premio minimo, possibilità di cedere il contratto ad altri, rendimento minimo garantito. L’ultimo fattore è rappresentato dalla solidità finanziaria della compagnia, attribuita con la valutazione del credito o del rating.

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