Opinione della Settimana

Fondi pensione negoziali, qui ci vuole una scossa

Pensioni - Fondo cassa Imc

(Fonte: MF – Supplemento speciale)

Nonostante i buoni rendimenti (+5,8% netto), le adesioni sono in diminuzione

Promossi quanto a rendimenti, ma con adesioni che procedono ancora a passo troppo lento anche a causa della debolezza dell’economia italiana che registra una disoccupazione record. Nel 2014 i fondi pensione negoziali hanno superato dì gran lunga l’asticella della rivalutazione netta del Tfr che resta in azienda che nel periodo tra inizio gennaio e fine settembre dell’anno si è fermata all’1% per via della bassa inflazione (il Tfr si rivaluta ogni anno dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione Istat). Nello stesso arco temporale, i comparti negoziali hanno registrato un rendimento medio netto del 5,8% non solo per il favorevole andamento di alcuni mercati di borsa, ma anche grazie alla loro esposizione ai titoli di Stato italiani. AI loro interno spiccano le linee azionarie con un rendimento del +7,5%, le bilanciate con un +6,6% e le obbligazionarie miste con un +6,4%. Le linee garantite hanno reso il 4,5%, mentre le obbligazionarie sì sono fermate all’1,1%. Da sottolineare che, come per gli altri prodotti di previdenza integrativa (quindi fondi pensione aperti e Pip) i rendimenti prevedono un prelievo fiscale con aliquota che quest’anno è stata portata all’11,5%.

Quanto alle adesioni al 30 settembre 2014 i fondi pensione negoziali, che hanno un’origine di natura contrattuale, hanno raggiunto 1,94 milioni di aderenti, con una diminuzione dello 0,2% rispetto a fine 2013, a causa dell’elevata disoccupazione, poco meno del 10% rispetto al numero di lavoratori interessati alla previdenza integrativa che è di circa 22 milioni. Alla stessa data le risorse destinate alle prestazioni riferite ai fondi negoziali erano pari a 38,6 miliardi con un incremento dell’11,9% rispetto a fine 2013, circa un terzo rispetto all’attivo totale dei comparti di previdenza complementare pari a 123,9 miliardi (inclusi i fondi preesistenti con risorse per 50,3 miliardi). I fondi negoziali sono istituiti a seguito di contratti collettivi di lavoro, anche aziendali, stipulati da rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori, oppure di accordi tra i soci lavoratori di cooperative o di accordi tra lavoratori autonomi o liberi professionisti promossi da sindacati o associazioni di categoria. I fondi negoziali possono essere istituiti anche dalle Regioni. E vi possono aderire anche i soggetti fiscalmente a carico degli iscritti, se previsto dal fondo.

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