Opinione della Settimana

Da Mediafond ad Eurofer, chi ha più Tfr nella cassa

Busta paga - Tfr - Calcolo Imc

(Autore: Vitaliano D’Angerio – Plus24)

Le liquidazioni in busta paga, decise dal Governo Renzi, potrebbero danneggiare i fondi più virtuosi

Era il pilastro della “riforma Maroni” (2005): il Tfr da versare ai fondi pensione; talmente importante questo flusso di denaro per lo sviluppo della previdenza integrativa che i lavoratori contrari a tale decisione dovevano comunicarlo in modo esplicito. Viceversa, i “silenti” avrebbero visto la propria liquidazione finire in modo automatico nei fondi pensione.

Dopo dieci anni, il Governo Renzi ha cambiato strategia, consentendo di indirizzare i flussi di Tfr verso la busta paga: la scelta va fatta a marzo e vincolerà per tre anni. Quello che fino a oggi era dunque un punto di forza per i fondi pensione, potrebbe rivelarsi un elemento di debolezza: chi ha tanti iscritti che conferiscono il proprio Tfr sta correndo ai ripari comunicando agli aderenti gli svantaggi della “liquidazione” in busta paga.

Confrontando il flusso delle “liquidazioni” rispetto al resto degli altri contributi (volontari del singolo lavoratore e quelli del datore di lavoro), al primo posto vi è Mediafond, il fondo pensione dei lavoratori Mediaset, con il 79,1% di Tfr sul totale dei contributi; seguono Fondaereo (trasporto aereo, piloti e assistenti di volo) ed Eurofer (trasporto ferroviario e Anas) con rispettivamente il 76,7% e il 74,8 per cento.

Mediafond ed Eurofer

«Sono da un anno e mezzo in Mediafond e sto lavorando molto sulla comunicazione agli iscritti – ricorda Massimiliano Frank, direttore generale del fondo pensione dei dipendenti Mediaset –. Tanto più ora dovremo aumentare l’informazione, comunicando i vantaggi di continuare a versare il Tfr al fondo. Inoltre, bisogna segnalare che gli iscritti ai fondi pensione da più di 8 anni possono chiedere, per qualunque motivo, un’anticipazione del 30% di quanto versato». Poi ci sono i casi di spese sanitarie o ristrutturazione casa, sempre dopo 8 anni di iscrizione, che vedono aumentare la possibile percentuale da richiedere. Sulla stessa linea della comunicazione dettagliata agli iscritti, si sta muovendo Eurofer come conferma Sergio Slavec, ex direttore generale ed ex presidente del fondo (oggi consigliere d’amministrazione): «Comunicazione agli iscritti ed educazione finanziaria. Sono le uniche strade per far fronte alla questione Tfr in busta paga. Poi tale scelta dipende anche dallo stipendio medio della categoria». Per il fondo Eurofer, il salario medio lordo, segnala Slavec, è di 35 mila euro.

Assofondipensione

«Non credo che Mediafond ed Eurofer avranno dei problemi di flussi di Tfr in uscita alla luce degli stipendi di quelle aziende», ricorda Marco Abatecola, segretario generale di Assofondipensione, associazione che riunisce la maggioranza dei fondi pensione negoziali e che proprio in questi giorni ha avviato i preparativi per una capillare campagna di comunicazione. «Prevedo qualche problema in più per i fondi pensione con iscritti che hanno appunto salari bassi – aggiunge Abatecola –. E in prospettiva ci potrebbero essere difficoltà pure per i fondi che possiedono molti “silenti”: quest’ultimi alimentano la propria posizione soltanto con il Tfr». Appuntamento a marzo.

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