Opinione della Settimana

«Banca Generali più forte in Italia»

Piermario Motta Imc

(Autore: Piercarlo Fiumanò – Il Piccolo)

L’ad Piermario Motta da 10 anni al timone: «II 2014 miglior anno della nostra storia. Ho molta fiducia nella ripresa»

Piermario Motta (nella foto), amministratore delegato di Banca Generali è reduce da una convention con i quasi quattrocento dipendenti triestini della corazzata bancaria del Leone. Motta festeggia dieci anni al timone della banca caratterizzati da una crescita costante. Il totale dei dipendenti è salito dai 432 di dieci anni fa agli attuali 786. Mercoledì l’istituto presenta il bilancio del 2014. Il consensus degli analisti si attende un utile intorno ai 150-160 milioni con circa 36 miliardi di masse in gestione (erano 23,3 miliardi nel 2012).

Motta, come è andato il 2014 di Banca Generali?

In questi anni, complice la volatilità dei mercati e la discesa dei tassi, la richiesta di consulenza finanziaria di qualità è molto cresciuta. I dati della raccolta, oltre 4 miliardi, confermano che il 2014 è stato il miglior anno della nostra storia e anche gennaio è partito molto bene. Abbiamo inserito centinaia di private bankers che arrivano dalle principali banche italiane e internazionali. Fra le operazioni di rilievo abbiamo integrato la divisione italiana di Credit Suisse e profili elevati della ex Simgenia. Oggi siamo in una condizione ottimale per fare risultati e crescere sul mercato nazionale internazionale.

A che punto è il processo di integrazione con la rete italiana di Credit Suisse?

L’integrazione è terminata lo scorso novembre con il conferimento di 1,9 miliardi di asset. In questa operazione non prevediamo ulteriori costi. I portafogli dovranno adeguarsi alle linee strategiche della banca e i nuovi private bankers (una cinquantina, ndr) sono già al lavoro.

Previsioni 2015?

Quest’anno puntiamo al traguardo dei 2-2,5 miliardi di raccolta netta. Nel frattempo continuiamo a monitorare il mercato. La nostra struttura è pronta per accogliere nuovi ingressi.

Pensate di rafforzare la presenza sul Nordest?

A Nordest abbiamo 5 miliardi di masse gestite. Oggi è una delle aree più importanti nella consulenza finanziaria ad alto livello. E anche a Trieste stiamo crescendo. Lavoriamo per il sostegno alle piccole e medie imprese. Da poco abbiamo chiuso un accordo in esclusiva con Pricewaterhousecoopers Advisory per fornire servizi di corporate finance agli imprenditori che vogliono avere consulenza per ricapitalizzare e riorganizzare le proprie aziende in vista di un passaggio generazionale.

C’è un interesse dei grandi fondi di private equity nelle imprese nordestine?

C’è un ritorno di interesse soprattutto nelle startup innovative. Le imprese oggi si finanziano emettendo i cosiddetti mini-bond oppure rivolgendosi alle banche. Manca una delle leve fondamentali della crescita. Il ritorno dei grandi fondi di private può portare nuove risorse.

I grandi big bancari come Unicredit e Intesa stanno gradualmente riconvertendo gli sportelli in desk di consulenza alla clientela. Che ne pensa?

Le filiali si stanno svuotando a vantaggio dell’home banking. Le banche stanno diventando luoghi dove si vendono anche prodotti di largo consumo e si stanno trasformando. Allo stesso tempo lo scenario economico è completamente mutato e impone nuove strategie. I tassi da tempo sono quasi a zero e gli investitori cercano nuove alternative. Banca Generali risponde a una richiesta di consulenza finanziaria di qualità che è molto cresciuta. Il dato record di Banca Generali sulla raccolta di gennaio (406 milioni di euro) è la conferma dell’efficacia del modello Banca Generali nel nuovo scenario economico. Il mercato apprezza. E lo stesso andamento del titolo lo conferma: il valore si è triplicato dagli 8 euro del 2006 ai massimi storici attuali.

Quando ci sarà la ripresa in Italia?

Il mercato del risparmio resta solidissimo. Credo nella ripresa del Sistema Italia. E ho molta fiducia nell’effetto positivo che potrà produrre l’Expo.

Cosa pensa delle valutazioni delle agenzie di rating. Il Ceo Mario Greco è stato molto critico con Standard & Poor’s a proposito della revisione del giudizio assegnato a Generali nel 2013.

Greco ha ragione. Le Generali sono considerate impropriamente un’impresa italiana considerato che non più del 30% del business è investi- to nel nostro Paese mentre il gruppo è presente in una sessantina di altri mercati nel mondo. Assurdo penalizzarla sul rating soltanto perché la compagnia ha sede a Trieste.

Banca Generali come si inserirà nel nuovo piano industriale che Greco presenterà aU’Investor Day di maggio?

Abbiamo un ruolo importante nella vendita del ramo Vita. Rientriamo in pieno nel core business del gruppo.

Gli stress test della Bce. Che giudizio ne dà?

Le banche solide hanno superato molto bene gli stress test. Il mercato sembra credere a un consolidamento del settore. E noi auspichiamo un efficientamento dal quale far nascere nuovi poli bancari. Peraltro l’esame dell’Eurotower ha messo in luce difficoltà anche in altre banche europee.

Ci sarà un effetto Grecia?

Non penso ci sarà un effetto contagio. Gli spread si sono ridimensionati. In Spagna e Italia sono stati fatti passi avanti sul piano delle riforme. E poi un’uscita dall’euro della Grecia sarebbe devastante.

Banca Generali è stata molto attiva nelle precedenti edizioni dello scudo fiscale. Nel 2009 avete riportato in Italia quasi 2 miliardi collocandovi al terzo posto fra le banche italiane coinvolte nello scudo. Cosa vi aspettate?

Aspettiamo i decreti attuativi della procedura di voluntary disclosure. Noi siamo pronti.

 

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