Opinione della Settimana

UnipolSai alla reception per crescere

Hotel - Reception Imc

(di Massimo Degli Esposti – Corriere di Bologna)

Venezia, Roma e Firenze nel mirino di Atahotels-UNA. Santi: «Progetto aperto a nuovi investitori»

I lavori sono «in corso», ma la strada è segnata: con l’acquisizione dell’attività alberghiera UNA Hotels da parte di Atahotels, gruppo alberghiero ereditato da Ligresti, UnipolSai si troverà in mano la prima catena totalmente italiana e si lancerà pancia a terra nel business dell’ospitalità a quattro stelle. Ce lo conferma Gian Luca Santi, direttore generale Diversificate Gruppo Unipol: «Siamo convinti che questa operazioni valorizzi e valorizzerà nel tempo questo asset nell’interesse dei nostri azionisti; ed è quello che faremo nei prossimi 3-4 anni». L’operazione crea un polo alberghiero italiano con più di 50 hotel per un totale di 8.500 camere e un fatturato aggregato di oltre 170 milioni di euro. UNA era in vendita dal 2013 e UnipolSai l’ha «strappata» a big del settore come Accor e NH Hotels. I contratti di acquisizione firmati da Atahotels e UnipolSai Investimenti sono due. Uno, del valore di 27,6 milioni di euro, riguarda il ramo d’azienda che gestisce le 31 strutture Una. L’altro, di 259 milioni, riguarda l’acquisto degli immobili per un valore complessivo di 286,6 milioni.

Quindi, dottor Santi, gli alberghi sono diventati strategici?

«Il nostro compito è valorizzare al meglio gli asset del Gruppo. Valorizzarli significa renderli redditizi, a quel punto le opzioni possono essere diverse, avendo creato due piattaforme di sviluppo una nella gestione alberghiera e una nella gestione immobiliare uniche in Italia».

Intanto?

«La filiera UNA Hotels è in una procedura di ristrutturazione del debito, quindi la chiusura dell’acquisizione non avverrà prima della fine dell’anno. Sul piano industriale stiamo verificando il valore aggiunto di un’offerta che copre tutto il territorio nazionale con 50 strutture a quattro stelle, ideali per il business e per il turismo. Questo è molto apprezzato dai grandi tour operator stranieri, che preferiscono pianificare tutto il prodotto Italia con un unico interlocutore».

Basta quel che avete o pensate a nuovi investimenti?

«In città come Roma, Venezia e Firenze possiamo ancora crescere. Si pensi a Milano, dove con dieci alberghi abbiamo il 16% di tutta l’offerta alberghiera. Tale crescita andrà pianificata nel tempo nel nuovo piano industriale. E potrà avvenire in tanti modi. Tramite l’acquisizione in gestione di altre strutture o accordi di partnership».

Si era parlato di Boscolo, e di un obiettivo finale di 100 alberghi…

«Sono numeri non fatti da noi, insomma balle. Come quella che ci vorrebbe impegnati a trasformare i 4 stelle in 5 o 3 stelle. Non avrebbe alcun senso perché la tipologia prevalente nelle nostre due catene, le 4 stelle appunto, è quella con il tasso di crescita maggiore».

Se i piani sono questi, avrete comunque bisogno di un socio finanziario forte, per esempio il Fondo strategico italiano di Cassa depositi e prestiti che si è già fatto avanti per entrare nella società con il 30-40%. A che punto siete?

«Noi non abbiamo bisogno di un socio, ma siamo pronti a trattare con ogni investitore serio che condivida il nostro progetto di crescita. L’interesse del Fondo per creare un’importante catena tutta italiana è noto, ed è anche coerente con la sua missione. Ma prima dobbiamo occuparci dell’integrazione tra Ata e UNA».

Avete già in testa come?

«Il management verrà dalle risorse già presenti nelle due catene, che manterranno i rispettivi brand. I due filoni, gestione alberghiera da un lato e proprietà immobiliare dall’altro, resteranno distinti, tanto che non escludiamo l’eventualità di trovare altri soci per una o per l’altra società».

Atahotels era in forte perdita, ed è vostra ormai da oltre due anni. L’avete risanata?

«L’andamento è sostanzialmente in linea con le nostre attese. L’anno è partito a rilento ma abbiamo recuperato negli ultimi mesi. L’effetto Expo su Milano comincia a farsi sentire solo ora, ma contiamo in un’accelerazione nei prossimi mesi. Perciò credo di poter confermare che a fine anno la catena sarà risanata».

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