Opinione della Settimana

Auto a guida autonoma, rivoluzione per l’Rc Auto

Auto - Guida autonoma (2) Imc

(di Vincenzo Borgomeo – Repubblica Motori)

L’impatto delle automobili senza conducente su logistica e assicurazioni sarà devastante. Ecco perché

L’auto a guida autonoma? Una questione “di vita o di morte per molte aziende del settore dell’auto” secondo gli analisti di Frost & Sullivan. Perché la famosa macchina che viaggia bellamente da sola imporrà talmente tante rivoluzioni da costituire un cambio epocale per il settore.

L’impatto dei nuovi modelli di business e il nuovo mondo di opportunità che stanno scuotendo il mercato sono i temi chiave delle novità dell’auto senza pilota: “Le automobili autonome portano con sé un insieme più ampio di sfide – spiegano gli analisti di Frost & Sullivan –. Da un lato, questi veicoli praticamente esenti da incidenti comportano poco o nessun rischio dal punto di vista delle collisioni, il che riduce drasticamente i premi di assicurazione, con un conseguente impatto diretto sulla comunità delle assicurazioni. D’altra parte, ciò comporta una nuova serie di rischi che tradizionalmente gli assicuratori non sono stati abituati ad affrontare. L’affidabilità degli algoritmi di guida, i casi d’uso non presi in considerazione dalle case automobilistiche e la robustezza della modalità di funzionamento in caso di guasti nell’architettura del veicolo sono aspetti troppo tecnici per poter essere valutati dagli assicuratori”.

Il problema insomma, come è già è emerso con prepotenza, è più assicurativo che tecnico. E non è certo un caso che le auto a guida autonoma possano circolare solo in pochissime zone. Per ora è infatti impossibile (anche per i prototipi) rispondere alla semplice domanda: in caso di incidente chi paga?

“Le assicurazioni dei veicoli – spiegano gli analisti – attualmente seguono un modello incentrato sul conducente, con una certa quantità del calcolo del rischio e del premio associata a parametri legati al veicolo e al traffico. Poiché in futuro il conducente sarà relegato al livello di un passeggero, nel momento in cui il veicolo si guida da solo, anche il modello assicurativo dovrà cambiare di conseguenza. Ciò significherebbe che i conducenti non dovrebbero pagare le stesse quote del premio assicurativo che corrispondono nello scenario di oggi”.

Questo significa che alla fine – se il progetto andrà in porto – i prezzi delle assicurazioni crolleranno: si stima che quando le auto a guida automa più evolute (quelle di “livello 4” come le chiamano gli ingegneri) entreranno in commercio, il rischio di collisione potrà essere ridotto di circa il 70%. Il che si dovrebbe tradurre in un premio assicurativo di 300 euro l’anno (contro i 470 di media che un tipico proprietario europeo di automobile paga oggi). Vedremo.

Ma anche sulla logistica le auto senza pilota avranno un impatto devastante perché, si sa, la carenza di spazio è destinata ad essere la più grande sfida da affrontare nel settore, si prevede che il futuro della logistica delle persone e dei trasporti sarà quello di fondersi. “Pensate ad un modello in cui DHL o UPS consegnano pacchi piccoli e grandi utilizzando una combinazione di veicoli di proprietà, flotta commerciale e flotta di car-sharing. È inutile dire che ciò renderebbe possibile una circolazione stradale più scorrevole che può spostare persone e merci, aumentando l’utilizzo dei posti a sedere e anche dello spazio disponibile nei bagagliai”, afferma Sarwant Singh, Senior Partner di Frost & Sullivan.

Insomma il tema è complesso, ma non tanto dal punto di vista tecnico: le sfide organizzative, politiche e commerciali sono per ora le più difficili da superare. Non è un caso che proprio sul tema dell’impatto delle automobili senza conducente su logistica e assicurazioni sarà il tema di un maxi incontro che si terrà il prossimo 23 ottobre a Montecarlo.

Qui per aiutare i leader dei diversi settori a definire la strada da seguire e le future strategie di crescita, Frost & Sullivan riunirà una rete globale di esperti che arriveranno nella capitale monegasca “armati” degli studi più approfonditi. Ma sempre al volante di un’auto tradizionale…

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