Opinione della Settimana

In bicicletta con la polizza contro i pericoli della città

In bicicletta al lavoro Imc

(di Irene Maria Scalise – la Repubblica)

Sono 6,5 milioni i biker abituali, ma oltre 15mila all’anno i feriti su strada. E Federciclismo lancia la copertura ad hoc per gli amanti delle due ruote

C’è chi è stato investito mentre andava al lavoro in bicicletta. Oppure chi è scivolato sulle rotaie del tram. O chi sfida i sampietrini incrociando le dita sul manubrio. L’Italia, se non si ha uno spirito temerario, non è un paese per ciclisti. Odiati dagli automobilisti prigionieri dell’abitacolo, e mal digeriti dai pedoni, spesso si ritrovano a fare i conti con ortopedici e fisioterapisti. Per loro, la Federazione ciclistica italiana propone dal 2016 UrbanBike, un’assicurazione che garantisce ai “ciclisti urbani” la copertura in caso di cure dopo un infortunio, la responsabilità civile e persino il recupero della bici incidentata. Non è dunque una tutela per campioni in maglia rosa, ma una soluzione per chi sogna di liberarsi dallo stress del motore. Accollandosi però i rischi di questa scelta, che non sono pochi: nel 2014, ben 273 persone sono rimaste vittime di incidenti stradali pedalando sulle due ruote; 16.994 invece i feriti, per un totale di 18.055 bici coinvolte. È recente il sorpasso del numero di bici vendute rispetto a quello delle macchine: sono state 1.748.000 nel 2012 a fronte di 1.403.000 auto immatricolate. Il 9% degli italiani, complici forse la crisi e il clima sempre più mite, sceglie di pedalare ogni giorno, per un totale stimato in 6,5 milioni nelle città.

La buona notizia è che UrbanBike ha tariffe pop: da 30 euro per il modello Basic a 55 per quello Gold+, con un massimale per i danni a terzi di mezzo milione di euro. Spiega Diego Vollaro della Federciclismo: “La Basic assicura per le spese mediche sostenute in caso di caduta e per la responsabilità civile verso terzi, recupera il malcapitato e la bici dopo l’incidente e offre consulenza medica. La Gold, in più, offre anche una garanzia in caso di collisione o urto della bici con un veicolo identificato. Per acquistare la tessera, basta collegarsi al sito UrbanBike”.

Cosa ne pensano i ciclisti? Spiega Michele Mutterle, segretario organizzativo della Fiab, Federazione italiana amici della bicicletta: “La sicurezza dipende dal numero dei ciclisti che si muovono sulle strade. Più siamo e più si diventa sicuri. Di conseguenza, qualsiasi forma di tutela che incentivi il traffico a due ruote è la benvenuta”. Non a caso, la Fiab si sta muovendo nella stessa direzione: “Anche noi stiamo ipotizzando una copertura analoga; per il momento, i nostri soci sono assicurati se provocano danni a terzi. In più, grazie a un premio che costa 90 euro, possono essere coperti per vari infortuni, dalla bici allo sci agli incidenti domestici”. C’è anche chi ha pensato d’inserire l’assicurazione come bonus aziendale. È il caso della Ciab, un’associazione di aziende che promuove l’uso della bici per tutti i dipendenti: “Chi lavora in imprese aderenti al nostro network è assicurato con la Rc bici per gli spostamenti in Europa. Basta essere dipendenti di un’azienda socia per avere la copertura relativa alla responsabilità civile”.

Per Simona Larghetti, presidente dell’associazione Salva i ciclisti, “è un’iniziativa interessante perché è la prima volta che il mondo del ciclismo urbano incontra quello sportivo. Finora le due realtà erano state mondi paralleli, ora cominciano a ragionare allo stesso modo. È poi curioso che, mentre calano le immatricolazioni auto, le persone decidano d’investire su un’assicurazione per le due ruote”.

Ma come si regola l’Italia delle assicurazioni? Spiegano dall’Ania: “Stipulare una polizza per la circolazione stradale non è obbligatorio, ma la copertura Rc del capofamiglia comprende la responsabilità civile verso terzi e include i proprietari di bici”. Infatti da Generali: “Non abbiamo polizze esclusivamente dedicate ai ciclisti, ma le nostre assicurazioni contro gli infortuni contengono anche una garanzia per gli incidenti avvenuti quando l’assicurato è in bicicletta”.

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