Opinione della Settimana

Impegno (PD): “Rc auto, a rischio gli sconti al Sud”

Leonardo Impegno Imc

(di Gimmo Cuomo – Corriere del Mezzogiorno Campania)

«La norma approvata alla Camera, che prevede tariffe uniformi nel Paese, è stata accantonata dalla commissione del Senato»

Il 30 settembre del 2015 la Camera ha approvato l’emendamento al decreto sulla concorrenza, promosso dal deputato democrat napoletano Leonardo Impegno (nella foto), che prevede l’applicazione della tariffa media nazionale ai contratti di assicurazione per responsabilità civile auto a quegli assicurati che abbiano installato la scatola nera sul proprio autoveicolo e non abbiano effettuato sinistri nei cinque anni precedenti. Una faccenda non di poco conto: se approvata in via definitiva, la norma introdurrebbe un notevolissimo risparmio per gli automobilisti virtuosi della provincia di Napoli, da sempre penalizzati dalle tariffe applicate dalle compagnie. Dopo l’approvazione della Camera il testo è passato al Senato.

Impegno, che fine ha fatto il decreto?

«Sono preoccupato. La commissione Industria del Senato ha accantonato l’esame dell’articolo approvato alla Camera a stragrande maggioranza. Il mio è un appello a tutti i senatori affinchè non venga stravolto lo spirito della norma che prevedeva un premio per gli automobilisti virtuosi».

Teme la pressione delle compagnie?

«Non la temo, ma l’ho avvertita durante l’iter di approvazione alla Camera. Le compagnie legittimamente tutelano i propri interessi. Il problema è che noi abbiamo l’altrettanto legittimo dovere di eliminare un’ingiustizia ormai non più sopportabile. Non è più accettabile che un napoletano, benché abbia avuto un comportamento virtuoso e responsabile, paghi 3-4 volte in più di un cittadino residente altrove».

Si obietta che a Napoli i sinistri e le truffe sono molto più numerosi che in altre province italiane.

«Non è vero. I dati dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni evidenziano che nel 2014, rispetto al 2013, i sinistri a Napoli sono calati del 36 per cento a fronte di una diminuzione delle tariffe di circa il 5 per cento. Mi risulta inoltre che il numero di sinistri complessivi sia uguale a quello di Torino. Le frodi? Non ci sono dati e il compito di smascherarle è delle procure e delle compagnie. L’eventuale costo di presunte truffe non può ricadere sui consumatori. E poi, paradossalmente, la nostra proposta torna utile anche alle compagnie».

In che senso?

«Permetterà di recuperare alla legalità 4 milioni di auto non assicurate. Si ridurrà inoltre drasticamente il fenomeno delle residenze di comodo. D’altra parte, l’ordinamento nel suo complesso recentemente ha già riconosciuto alle compagnie altri vantaggi. Penso, per esempio, all’introduzione contrassegno elettronico che consente, attraverso la rilevazione della targa, di sapere se un determinato autoveicolo è assicurato o meno».

L’Ania sostiene che la norma perequativa potrebbe indurre l’Unione europea ad avviare una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per violazione del principio della libertà tariffaria.

«La Corte di giustizia europea ha sostenuto l’opposto. Il legislatore è tenuto a stabilire un quadro tecnico all’interno del quale le compagnie devono determinare le tariffe. Una sorta di contrappeso all’obbligo a contrarre che, pur essendo stato introdotto per la tutela dei danneggiati, finisce per sostanziare un vantaggio economico delle compagnie».

Non pensa che il fronte del sì alla nuova norma possa dividersi su base territoriale, in altre parole che i senatori del Nord possano contrastarne l’approvazione?

«Alla Camera non è avvenuto questo. Con trasversalità geografica e politica la norma è stata approvata a stragrande maggioranza, al netto di luoghi comuni, storica bandiera della Lega Nord. Temo di più la poca attenzione dei senatori meridionali che forse non hanno capito fino in fondo la portata e l’importanza di questa norma. I cittadini li osservano con speranza e attenzione. A loro, e non a me, dovranno rispondere».

Cosa farebbe se l’accantonamento dovesse sfociare nello stralcio della norma?

«È un’ipotesi che non voglio nemmeno prendere in considerazione. Con la segretaria regionale del Pd Assunta Tartaglione ho già avuto incontri con esponenti del Senato nel corso dei quali è stata evidenziata l’importanza che la norma ha per il Mezzogiorno. Lo stesso Governo deve fare propria questa iniziativa che da il senso di una vera attenzione verso il Sud».

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