(di Pierfranco Redaelli – Avvenire)
La direzione della Direct Line ha ieri confermato i 200 esuberi annunciati nelle scorse settimane. Immediata la protesta degli 800 dipendenti della sede centrale di Cologno. Dallo scorso anno la società di assicurazioni è stata acquistata dalla Mapfre, una compagnia spagnola forte nel ramo assicurativo specialmente nel Sud America. In occasione del passaggio di proprietà, tutti i dipendenti erano stati rassicurati nella conferma del posto di lavoro e dei diversi benefit in atto. Nei mesi scorsi le prime avvisaglie che qualcosa stava cambiando.
Lo scorso 10 giugno, con una lettera, la direzione annunciava 200 esuberi collegandoli ad una riorganizzazione della compagnia, per renderla più snella. Ieri, presenti i tre segretari nazionali di settore – Luca Esposito (Cgil), Umberto Bognini (Cisl), Mirko Passeni (Uil) – l’azienda dopo cinque ore di discussioni è rimasta ferma sulle sue scelte: 200 esuberi, ovvero nel breve spazio di qualche settimana 200 posti di lavoro in meno.
«Ad essere interessati al licenziamento – dicono i sindacati – sono le fasce più deboli, le donne con bambini, i lavoratori con disabilità. Una proposta inammissibile, che non possiamo condividere». Si è parlato anche del rinnovo del contratto di lavoro. Tutto è rimandato ad un nuovo incontro. Questa mattina l’azienda dovrebbe incontrare i lavoratori per cercare di illustrare i nuovi programmi legati a nuovi investimenti. Frattanto fra tutte le maestranze si respira tanta amarezza.




