(di Laura Lana – Il Giorno Grande Milano)
Cologno Monzese (MI), alta fuoriuscita di personale ma i dipendenti non conoscono i piani
L’azienda comunica la chiusura del piano di incentivi all’esodo e la pianificazione di «importanti incontri sindacali», ma i lavoratori e i loro rappresentanti non ne sanno nulla.
È un tavolo di vertenza che, di fatto, non ha mai trattato quello che da oltre quattro mesi si è aperto in Direct Line, il colosso di assicurazioni online che ha annunciato 200 esuberi sugli 800 dipendenti totali di via Volta.
«Sottolineiamo l’assoluta mancanza di comunicazione da parte della direzione del personale circa gli esiti di questo piano – fanno sapere le Rsa di Fisac/Cgil, Fna, First/Cisl e Uilca/Uil –. Per quanto a noi risulta, sono state firmate in azienda 167 conciliazioni, che hanno riguardato prevalentemente le front-line del call center e in misura minore altri reparti».
Per le front-line sales e service il numero di conciliazioni sarebbe più o meno corrispondente al numero di esuberi dichiarati in quei settori. «È necessario evidenziare come, pur dichiarando chiuso il piano, in parecchie aree, come quella documentale, il risultato non appaia raggiunto. Invece, al back office business, il numero di firme è quasi il doppio di quanto dichiarato il 10 giugno».
Insomma, i numeri non tornano.
«A fronte dell’esito incerto dell’iniziativa dell’azienda, ci si chiede quali obiettivi la Compagnia consideri raggiunti, come intenda organizzare il personale dopo una così alta fuoriuscita di dipendenti e, soprattutto, quali siano le prospettive future, anche per quel personale che ha fortemente manifestato il proprio desiderio di lasciare l’azienda alle condizioni proposte senza averne poi la possibilità».
Un percorso, quello dell’incentivo all’esodo, che fin dai mesi scorsi è stato additato come «poco trasparente» da parte dei sindacati. «La situazione peggiora di giorno in giorno e resta assolutamente necessario capire cosa l’azienda voglia fare in futuro».
Al momento alcun incontro è stato pianificato con la dirigenza. Dopo la riunione tra azienda e segreterie nazionali, le sigle incontreranno i lavoratori che si riuniranno in assemblea generale per decidere i prossimi passi.
«Le prospettive che chiediamo non sono solo quelle legate al piano industriale: immensa importanza rivestono anche le future condizioni di lavoro del personale, vista la disdetta del contratto integrativo e la manifesta intenzione dell’azienda di agire in maniera indiscriminata».




