Opinione della Settimana

Donnet (Generali): i risultati dimostrano che il nostro business model funziona

Philippe Donnet (6) Imc

(di Andrea Cabrini – Milano Finanza)

«Generali va benissimo. Nel 2016 abbiamo registrato il più elevato risultato operativo di sempre con oltre 4,8 miliardi e una posizione di capitale molto forte. Questo ci consente di pagare un dividendo in aumento dell’ 11% rispetto al 2015. Quindi Generali oggi è più forte che mai, e sono particolarmente orgoglioso di questi risultati, frutto di un grande lavoro di squadra e del piano impostato lo scorso anno». Il ceo del Leone, Philippe Donnet (nella foto), è soddisfatto del suo primo bilancio.

Domanda. Questi numeri basteranno per garantire al gruppo un futuro indipendente?

Risposta. Certamente. Questi risultati sono l’evidenza che il nostro business model, come società italiana indipendente e internazionale, funziona benissimo. Anzi, continuando stand alone siamo pronti ad accelerare sul piano e creare valore per gli azionisti.

D. Intanto però è cresciuta la distanza tra voi e i concorrenti europei. Come pensate di affrontare la competizione?

R. Puntiamo sulla qualità di quello che stiamo facendo. Abbiamo gli indicatori di performance operativa migliori del mercato e questo ci consente di essere più competitivi degli altri. Peraltro stiamo già crescendo fortemente, molto velocemente, per esempio sul business Vita, molto importante per noi. Abbiamo una raccolta netta che con 12 miliardi è la più alta di tutto il mercato.

D. Come cambierà la vostra presenza internazionale? Siete compratori o venditori?

R. Il fatto per noi di vendere una decina di piccole compagnie, che rappresentano il 4% dei premi ma lo 0% dell’utile, ci aiuterà sicuramente a rafforzare la nostra posizione internazionale.

D. Avete problemi a trovare acquirenti per questi asset?

R. Assolutamente no. Abbiamo avviato un processo competitivo e vediamo un forte appetito sul mercato.

D. Per crescere vi serviranno anche acquisizioni?

R. Di acquisizioni ce ne saranno solo se ci saranno buone opportunità.

D. Avete accelerato sulla riduzione dei costi, dove volete arrivare e come pensate di arrivarci?

R. Avevamo preso l’impegno con il mercato di ridurre i costi di 200 milioni, nei mercati maturi, entro il 2018. Abbiamo fatto molto bene nel 2016, riducendo i costi di 70 milioni, e quindi ci sentiamo in grado di accelerare e di raggiungere il nostro target di 200 milioni nel 2018.

D. L’anno scorso tra aprile e dicembre avete ridotto i dipendenti di 2.500 unità. Quanti altri posti pensate di tagliare?

R. Non abbiamo un obiettivo in questi termini. La riduzione di costi sarà raggiunta grazie a programmi di efficientamento, di miglioramento della produttività e di semplificazione dei processi in tutti i Paesi dove facciamo business.

D. Avete una forte esposizione ai titoli di Stato italiani. E preoccupato della situazione del debito pubblico e anche di quello che sta succedendo a livello europeo?

R. Abbiamo un’esposizione ai Btp che definirei normale. Peraltro questa posizione è riflessa nel nostro solvency ratio che è al 194%. Quindi non siamo molto preoccupati. Poi i risultati del voto in Olanda stanotte ci rendono più ottimisti sulle prossime elezioni che dobbiamo affrontare in Europa.

D. Da Atlante a Mps, siete stati coinvolti in diverse partite legate alle banche. Come le vede oggi?

R. La situazione del sistema bancario sta migliorando. Si è finalmente trovata una soluzione per Mps, e questo è molto importante per tutto il sistema. Penso che di sicuro la situazione sia migliore oggi rispetto all’anno scorso.

D. I vostri agenti hanno chiesto ufficialmente un aumento di capitale per rafforzare la compagnia?

R. Al momento non è all’ordine del giorno. Se ci saranno opportunità importanti di acquisizione ne parleremo con gli azionisti.

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