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Assicurazioni in agricoltura, Guidi (Confagricoltura): “Prioritario un sistema efficace di gestione del rischio”

Mario Guidi Imc

Secondo il presidente della Confederazione degli agricoltori, le risorse ci sono “ma lo strumento non decolla”

“Tra i paesi comunitari l’Italia è uno di quelli che ha puntato maggiormente sulle misure di prevenzione del rischio attraverso l’assicurazione agevolata dei prodotti agricoli; uno strumento in cui Confagricoltura crede fortemente e di cui ha sempre sollecitato la diffusione. D’altronde le risorse disponibili – provenienti da Bruxelles – sono interessanti (1.600.000 euro per sei anni, dal 2015 al 2020, messi a disposizione nel piano di sviluppo rurale nazionale). Gli agricoltori  però si stanno disaffezionando dallo strumento assicurativo, laddove invece l’obiettivo era quello di far crescere i contratti, con il rischio anche di perdere risorse comunitarie preziose che rischiano di tornare a Bruxelles”. È questo quanto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi (nella foto) ha posto in evidenza nella giornata di ieri nel corso di una conferenza stampa indetta dall’Organizzazione degli imprenditori agricoli proprio sul tema assicurativo.

“Non si è riusciti a creare un modello assicurativo che sia agevolmente fruibile – ha osservato Guidi –. Burocrazia, errori gestionali e procedure informatiche ancora non definite per la compilazione dei piani assicurativi individuali (Pai), ritardano l’erogazione dei contributi comunitari. E così ci troviamo che si è aperta la nuova campagna assicurativa 2017 per le produzioni agricole mentre si sta ancora provvedendo ai primi pagamenti alle aziende delle assicurazioni agevolate agricole che si riferiscono alle domande del 2015. In questo modo si mette in crisi pure il sistema dei consorzi di difesa (che anticipano i premi dei produttori)”.

“C’è poi il problema del sistema di regole per calcolare le rese medie – ha aggiunto il presidente di Confagricoltura – che non permettono alle imprese di  attuare polizze con valori assicurati adeguati alle loro esigenze. Le imprese spesso sono costrette a stipulare contratti assicurativi con valori troppo bassi rispetto alle loro potenzialità produttive; e così le polizze finiscono per perdere di interesse per i contraenti”.

Secondo i dati diffusi dalla Confederazione, in due anni si è perso il 17% del valore assicurato (-6% nel 2015, -11,3% nel 2016). Ed entrando nel dettaglio dei settori, viene evidenziato come il valore assicurato delle produzioni vegetali sia sceso del 26%, con una perdita di 851 milioni di Euro che ha riguardato soprattutto il Meridione, area che presentava già una scarsa diffusione di polizze.

“Le nostre priorità – ha concluso Guidi – sono: una riconsiderazione delle procedure del Pai, con l’obiettivo di una reale semplificazione e snellimento del processo; una ridefinizione del sistema del calcolo delle rese medie produttive delle imprese per arrivare ad una certa flessibilità ed eventualmente alla possibilità dell’applicazione di meccanismi basati su indici per aree produttive”.

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