Opinione della Settimana

Pir, i nodi fiscali in attesa di chiarimenti

Linee guida - Normativa - Procedure Imc

(di Lucilla Incorvati – Plus24)

In arrivo un decreto del Mef e una circolare dell’Agenzia delle Entrate

Sono due i provvedimenti attesi (un decreto del Mef e una circolare dell’Agenzia delle Entrate) che dovrebbero chiarire alcuni aspetti fiscali che rendono il quadro ancora incerto soprattutto a chi sta pensando, magari grazie ai suggerimenti di un professionista, di costruirsi un conto deposito Pir. «La normativa secondaria e le circolari dell’Agenzia con le sue linee guida vanno lette insieme — spiega Andrea Giannantonio, partner dello studio Chiomenti —. Quando sarà tutto sul tavolo avremo quello che serve per applicare definitivamente la normativa». Tra le questioni aperte c’è quella dell’identificazione dei soggetti target, ovvero le aziende sulle quali investire per poter avere i benefici fiscali. «Un esempio è quello relativo alle start up innovative – aggiunge Giannantonio – per le quali è già previsto un beneficio fiscale. È auspicabile che il doppio beneficio venga esplicitato». Inoltre, che succede se l’azienda in cui si investe viene a perdere i requisiti richiesti avere il beneficio fiscale? Per esempio, l’azienda si quota su Ftse Mib, oppure perde la stabile organizzazione in Italia. In linea di principio è già stato detto che a contare sono le caratteristiche oggettive, verificabili solo al momento dell’investimento.

«Ma è ancora aperta la questione sul come calcolare quel 70% in titoli quotati o no, azioni e obbligazioni, di Pmi italiane che danno diritto all’esenzione fiscale – chiarisce ancora l’esperto –. Se in linea di principio va tutto bene in caso di guadagni, per l’investitore la prospettiva cambia quando si perde totalmente il beneficio fiscale perché i valori dell’investimento si deprezzano. A fronte di un obbligo ad investire in un certo modo non corrisponde più un beneficio fiscale». Infine, di recente è stato chiarito che i cinque anni di permanenza minima ai fini del beneficio fiscale non vanno calcolati per anno solare così come i 2/3 dell’anno solare richiesti per la diversificazione del portafoglio. Entrambi i vincoli temporali vanno riproporzionati al periodo di investimento.

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